QUALCOS’ALTRO

Kathryn Cave, Chris Riddell
Mondadori, 2002, 32 p.
Illustrato
Età di lettura:  scuola dell’infanzia

Abita in una casa solitaria in cima ad una collina, è solo e nessuno vuole fare amicizia con lui: è Qualcos’altro, diverso da tutti, così differente da essere cacciato proprio per questo. Qualcos’altro non si scoraggia ce la mette tutta ad assomigliare agli altri: dice “ciao” come loro, disegna come loro, gioca con loro quando glielo permettono e si porta il pranzo in un sacchetto come loro, ma il suo modo di guardare il mondo è diverso, così come i suoi giochi e il suo pranzo al sacco. Solo ed escluso come sempre un giorno una strana creatura bussa alla sua porta e, prima che Qualcos’altro potesse rendersene conto, l’ospite misterioso entra in casa e si siede proprio sul suo pranzo: Anche lui dice di essere un qualcos’altro, vuole fare amicizia, allunga una pinna e si presenta. Qualcos’altro però sembra perplesso e infastidito “Non sei affatto come me. In effetti, non assomigli a nulla che io abbia mai visto. Mi dispiace ma tu non sei decisamente, un qualcos’altro come me”. La strana creatura allora triste e ancora più piccola decide di andarsene. Ed ecco che, proprio in quel momento Qualcos’altro capisce: lui escluso da tutti e allontanato perché diverso, ora stava facendo proprio la stessa cosa con l’ospite misterioso. E mentre prende coscienza di ciò, Qualcos’altro corre giù per la collina, raggiunge la creatura e la ferma. Da quel giorno Qualcos’altro ebbe Qualcosa di cui essere amico. Non importa se si è diversi e differenti, insieme si possono fare molte cose: disegnare, imparare dall’altro giochi nuovi e magari mangiare  lo stesso pranzo uno accanto all’altro. 
Un albo illustrato che ci insegna a superare la paura della diversità, a guardare l’altro con rispetto. La diversità  è ciò che ci rende unici e speciali, è ciò che entrando in contatto con l’altro arricchisce il nostro mondo personale, basta permettere a chi bussa alla nostra porta, di entrare in relazione con noi. 
I nostri protagonisti hanno fatto proprio così: quando un giorno alla loro porta si fece vivo qualcosa di davvero strano, almeno per loro, non gli dissero che era diverso, ma lo lasciarano entrare e fecero spazio anche per lui.
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