QUESTA NON E’ UNA BABY SITTER

Gabriella Kuruvilla, Gabriella Giandelli
Terre di mezzo, 2010, 36 p.
Illustrato

Età di lettura: scuola primaria

Una lavatrice non è una macchina fotografica. Un cucchiaio non è un mestolo. Una scala non è una libreria. Allo stesso modo, la mamma di Mattia non è una baby-sitter” E’ così che inizia questo piccolo albo illustrato, la cui storia prende il via da un piccolo equivoco tra compagni di scuola. Figlio di una coppia mista, Mattia ha un papà italiano e una mamma di origine indiana. Ashmin ha la pelle scura, i capelli lunghi, le treccine, l’orecchino al naso, ma per il resto è come tutte le altre mamme del mondo. Mattia, a cui piace molto scherzare, decide un giorno di far conoscere la sua mamma ai suoi nuovi compagni di scuola presentandola però come la sua baby-sitter. Ed ecco che, il gruppetto di amici, notando l’assoluta mancanza di somiglianza tra madre e figlio, sono proprio convinti che Ashmin sia senza ombra di dubbio una baby-sitter. Nascono così una serie di imbarazzanti equivoci!!
Nella vita di tutti i giorni i fraintendimenti e gli equivoci comunicativi (ma non solo!) non mancano, e spesso possono  essere causa di incomprensione e di situazioni conflittuali. in particolare, oggi, in una società sempre più multiculturale, quelli interculturali evidenziano pregiudizi e luoghi comuni legati alla percezione che abbiamo dell’altro. Sfogliando le pagine dell’albo incontriamo così Ginko, compagno di scuola di Mattia che viene deriso ed escluso perchè cinese, Salvatore, siciliano, che viene scambiato dallo stesso Mattia per uno straniero, Ashmin che per il suo aspetto e i suoi tratti somatici viene scambiata per la baby-sitter di suo figlio. L’autrice, italo-indiana, ci ricorda però che basta veramente poco per spiegare ai bambini che è importante non fermasi all’apparenza e come ognuno di noi sia nello stesso tempo uguale ma diverso. Una diversità che ci caratterizza e ci rende unici e che può se vogliamo essere “contaminata” e arricchita da quella degli altri: se al blu aggiungi il rosso ottieni il viola, se al papà bianco aggiungi una mamma marrone allora il risultato è un neonato color beige. Con una grafica che richiama lo stile del fumetto con i balloon e le illustrazioni a tutta pagina, l’albo illustrato parla ai bambini, con parole semplici, di discriminazione, luoghi comuni, integrazione e diversità. Da leggere ad alta voce a casa o a scuola come mezzo per allargare lo sguardo e la mente di grandi e piccini, per superare insieme piccole situazioni conflittuali o discriminanti.
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