DIMMI, CHE COS’è UN SOGNO?

Hubert Schirneck, Sylvia Graupner
MottaJunior, 2004, 27 p.
Illustrato
Età di lettura: scuole primarie

Un desiderio chiuso in fondo al cuore, un battito effimero d’ali, un moto incessante dell’anima che volando leggera viaggia verso un ignoto destino per noi ancora inaccessibile, ma che giorno dopo giorno prende forma nelle nostre fantasie..
Dimmi, che cos’è un sogno? Un libro, un violino, un cannocchiale, una mosca, una terra straniera.
Anselmo che vorrebbe sapere che cos’è un sogno, non riuscendo ad ottenere alcuna risposta da papà e mamma talpa, troppi impegnati dai mille impegni quotidiani per dargli ascolto, prova ad interrogare alcuni animali che incontra sul suo cammino: per la volpe un sogno è un libro scritto in una lingua straniera, per l’orso un violino che suona una dolce melodia, per la lepre un cannocchiale in grado di scrutare dentro l’anima, per il gufo mosche che di notte mentre dormiamo camminano sulla nostra fronte, per la formica una terra straniera molto lontana ma allo stesso tempo molto vicina; il sonno è una barca con cui navighiamo per raggiungere quella terra. Osvaldo che da ogni animale ha ricevuto una differente interpretazione del sogno, corre a casa per raccontare ciò che ha appreso ai suoi genitori. 
Ma i sogni sono effimeri, trasparenti, immateriali e i grandi non hanno tempo da perdere con simili questioni.Il buio ormai è sceso e Osvaldo deve lavarsi, mangiare e prepararsi per andare a letto. Non c’è tempo per raccontare tutto ciò che un sogno può celare. Ma allora che cos’è un sogno? “E’ come un film che nasce dentro di te e nel quale tu hai il ruolo più importante. 
A volte può anche essere un viaggio che però non si fa a bordo di un auto o in aereo. Questi viaggi si fanno solo con il cuore” dice la mamma ad Osvaldo, mentre lo bacia per la buona notte. Alla piccola talpa, allora, non rimane che chiudere gli occhi e viaggiare dentro al suo sogno. A volte le parole non sono sufficienti per poter descrivere ciò che che è custodito nel profondo dell’anima. Osvaldo ora viaggia verso una terra straniera che appartiene solo a lui, è il capitano della barca e non manca proprio nulla: i gabbiani che volano sopra la sua testa, le nuvole e il mare … il mare che canta la sua canzone.
Le illustrazioni sono ricche di dettagli e particolari che ampliano il testo arricchendolo: papà talpa intento a leggere un libro, la casa di Osvaldo con i suoi cunicoli sotterranei, l’orso che suona il violino seduto su un ramo di un albero da cui parte un filo su cui sono stesi diversi indumenti e ancora il faro da cui la lepre scruta l’orizzonte con un lunghissimo cannocchiale. Intorno la spiaggia con i ciuffi delle carote che spuntano dal terreno. 
Una favola per sognare ad occhi aperti!
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