DOV’è FINITA LA LUNA?

Mario Catelli, Madalena Matoso
Logos, 2009, 32 p.
Illustrato
Età di lettura: scuola dell’infanzia
Lo stile grafico di Madalena è inconfondibile. Le sue illustrazioni, realizzate con la tecnica del collage, ci conducono dentro una favola moderna che ha per protagonista un piccolo lupo frettoloso di oltrepassare il confine “dell’infanzia” per diventare finalmente grande.
Il piccolo Kipà osserva i lupi del branco che si preparano all’arrivo della luna piena per festeggiare la nascita dei loro cuccioli. Vorrebbe unirsi a loro, ma non può, è ancora troppo piccolo per saper ululare come loro. La notte prima della luna piena, Kipà decide però, di aspettare  che tutti si siano addormentati per salire in cima alla montagna: alza la testa al cielo, chiude gli occhi e ispira così forte che la luna si stacca dal cielo e … SCOMPARE! finendo nel suo pancino. Non capendo cosa fosse accaduto, kipà decide di tornare a casa mentre in torno a lui il buio regnava sovrano. E’ l’alba e Kipà, ha un gran mal di pancia, così forte da non potersi muovere. Le ore passano e pian piano il solo tramonta dietro l’orizzonte: è la notte della luna piena e i lupi del branco si preparano per raggiungere la montagna, mentre kipà rimane nascosto nel suo rifugio. Il branco aspetta pazientemente ma nulla, la luna non compare, ma dov’è finita? Sconsolati i lupi tornano al rifugio. Anche la mamma e il papà di kipà fanno ritorno nella loro tana e trovano il loro cucciolo dolorante con la pancia gonfia. Per fortuna i lupi sanno cosa fare. Lo aiutano ad arrivare in cima alla montagna  e si dispongono in cerchio intorno a lui incitandolo ad ululare: “Provaci Kipà!”  ripetono tutti.
Il cucciolo di lupo allora alza la testa al cielo, chiude gli occhi ed emette un lungo gemito acuto. Ed ecco che la luna attraversando l’oscurità della notte ritorna al suo  posto lassù  nel cielo.  Tra la gioia di tutti Kipà ha imparato sulla sua pelle una grande lezione di vita: ogni stagione ha i suoi frutti che potranno essere colti quando saranno maturi, non bisogna avere fretta dunque perché tutto accade nel momento giusto, quando siamo pronti.
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