SOLE E LA SPERANZA

Carmela Leuzzi
Arka edizioni, 2010, 
Illustrato
Età di lettura: Scuole primarie
Il racconto è tratto da una storia vera quella di Ester Ada, a cui è stata dedicata una sala nella sede della Regione Puglia, una donna nigeriana in dolce attesa morta nelle acque italiane durante uno dei terribili viaggi a bordo di barconi di fortuna. Una storia dunque che conducendoci alla scoperta dell’Africa, ci permette di non dimenticare e di dare voce al dolore e al coraggio di tante donne che come Ester hanno lasciato la propria terra e le proprie radici affrontando il viaggio migratorio per cercare un nuovo futuro altrove, per se e per i propri figli. 
La profondità delle emozioni che legano una donna e al contempo una mamma al bambino che porta in grembo e alla sua terra è affidata a Sole, voce narrante del racconto, che abita dentro la pancia della sua mamma. Sole racconta, e le sue parole si materializzano nelle illustrazioni a collage che scorrono tra le pagine evocatrici del suo mondo interiore ed immaginario, del suo speciale modo di assaggiare e scoprire il mondo attraverso rumori, odori, parole e sensazioni materne. La sua presenza ci accompagna in questo lungo viaggio: sotto il testo, in ogni pagina troviamo Sole in diverse posizioni dentro al sacco amniotico. Attraverso la madre, le storie che racconta, le emozioni e i sentimenti che sente, Sole impara a conoscere la bellezza della sua terra, la Nigeria, un paese caldo come il fuoco, i cui paesaggi senza confini come il mare ospitano animali forti, selvaggi e coraggiosi. Grazie alle storie che la mamma gli racconta ogni giorno, impara a conoscere anche le persone che popolano quella terra. Sono uomini e donne coraggiosi, piene di amore per la vita, di allegria e semplicità che insieme condividono feste e canti, ma anche la fame e la miseria. 
E mentre sua madre racconta, la sua voce diventa sottile e a tratti si interrompe tra le lacrime. Sole può sentirle, quasi riesce ad assaggiarle mentre lei narra di uomini crudeli che giunti nel suo paese hanno rubato ogni cosa. Con i fucili carichi, pronti a sparare hanno portato via tutto: denaro, sogni e sorrisi. 

Allora cosa rimane dopo tanta violenza e soprusi? Solo la paura, quella che prova Sole: paura per gli spari e le grida della gente, paura della fame e di una vita priva di sorrisi, paura di non riuscire mai a sfiorare con un bacio la guancia di sua madre. Ma, Sole è la speranza e per lei  sua madre desidera un futuro e una vita migliore. Coraggiosamente prende così una drastica decisione, abbandonare la Nigeria e partire verso un nuovo paese. Solo poche cose che contano da portare con se in un sacco: il profumo del tramonto, la forza degli animali, la serenità dei bambini, e la musica pura di quella terra. Sarà il suo bagaglio speciale, il suo dono per il figlio che verrà, fatto di memoria, storia e radici ormai lontane. 
Tra il cielo nero come la pace e il mare agitato e profondo denso di fili intrecciati come i vissuti che ogni persona ha portato con se, a bordo di un barcone colmo di gente una mamma e il suo bambino compiono così un lungo viaggio aggrappandosi all’affetto e al ricordo della loro casa. Dopo tanti giorni, giunti finalmente a destinazione, nascerà Sole. Per lei tanti sorrisi e nemmeno un fucile. Per lei una foglia del fiore preferito della mamma, il profumo del tramonto, un pupazzo a forma di leone, una foto dei bambini del villaggio, un tamburo africano, per non dimenticare le sue origini e ricordare a tutti noi che Sole è la speranza.

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