IL TEMPO PER SOGNARE

Peter H. Reynolds

Ed. Ape Junior, 2006, 24 p.
Illustrato
Età di lettura: scuola primaria

Di tempo si sa non ce n’è mai a sufficienza! Il tempo è tiranno e sembra remare contro di noi accelerando senza sosta, presi come siamo dalle mille incombenze e compiti quotidiani. E alla fine della giornata non rimangono che pochi minuti di tempo da dedicare a noi stessi. Dovrebbe esserci un tempo per ogni cosa e forse sarebbe utile imparare ad ascoltare e regolare il nostro orologio psico-biologico seguendone i ritmi, per non rimanere sommersi dallo stress e dalla frenesia della routine quotidiana.
Mi sembra di notare una grande difficoltà nella gestione del tempo in particolare dei bambini. Mamme e genitori sempre presi ad organizzare e programmare al millesimo di secondo la giornata dei figli: sarebbe grave se qualche momento rimanesse disoccupato, libero? Bambini super impegnati e genitori preoccupati di non lasciare i propri figli liberi, senza nulla da fare: scuola, allenamento sportivo, corso creativo, corso di musica, lezione di inglese, gita con gli scout, uscita culturale e chi più ne ha più ne metta. Per carità benissimo cercare di offrire imput e stimoli ma al bombardamento sensoriale ci pensa già la televisione e la vita di oggi. Il rischio è quello di non riuscire poi a rielaborare tutti quegli stimoli, di non capirne il significato, e di perdere il senso delle cose. Sarebbe il caso di fermarsi svuotare il tempo, e liberarci dall’ansia del dover fare, almeno un simile atteggiamento andrebbe adottato con i bambini. Avere del tempo libero significa anche poter mettersi con tranquillità in ascolto del mondo e di se stessi – rallentare e godere delle piccole cose. Avere del tempo libero per giocare e dedicarsi ai propri interessi, magari riposare e sognare ad occhi aperti, fantasticare, viaggiare con la fantasia.
Teo, il protagonista di questo albo illustrato impara a sue spese che è necessario non dimenticarsi di avere un po’ di tempo per sognare. Aprendo il libro la storia prendo avvio già dal fronte spizio dove troviamo Teo intento ad osservare il disordine che regna intorno a lui e le mille incombenze che lo attendono. Impegnato com’è dalla mattina alla sera decide di scrivere una lista per non dimenticare nulla! il tempo a disposizione è sempre meno e le cose da fare sempre di più, così la lista diventa ogni volta più lunga. “Se solo potessi farmi in due” pensa Teo.
Ed ecco apparire alla porta un altro Teo. L’ospite inatteso si da un gran da fare ma ora in due, gli impegni da portare a termine sono raddoppiati. Ecco dunque il terzo Teo. Ma nulla da fare, anche in tre non si riesce a finire tutto. Con il quarto Teo va meglio, ma sarebbe ancor meglio essere in cinque. E così via, la storia si ripete, mentre il ritmo narrativo aumenta, facendosi più veloce e frenetico, mano a mano che i Teo si moltiplicano e con loro anche le faccende da sbrigare, mentre il tempo scorre inevitabilmente: scrivere a macchina, fare il bagno al gatto, stendere la biancheria, cucinare, fare la spesa, spazzare, riordinare, rispondere al telefono e prendere appunti, preparare il te, suonare il violoncello, portare a spasso il cane …
Poi ecco che qualcosa cambia. E’ impercettibile, ma il tempo per un attimo si sospende e il vero Teo, che non riesce più a sostenere quel ritmo frenetico senza sosta, ormai stremato, si allontana dalla scena con la testa china, mentre gli altri suoi cloni continuiamo come dei pazzi furiosi a consultare la lista ormai lunghissima delle faccende da portare a termine. Il vero Teo è stanchissimo e decide di prendersi un attimo di riposo. Sarà svegliato da una serie di facce nere che lo fissano incredule per quella sua pausa fuori luogo! “Cosa credi di fare?” gli chiedono. “stavo solo sognando” risponde lui. Ma sognare, gli fanno notare i suoi instancabili aiutanti, NON E’ NELLA LISTA! Dunque non è permesso prendersi tale lusso. Ecco che allora Teo prende coscienza di ciò che sta accadendo e così come comparsi, i diversi Teo spariscano nel nulla. Teo ora lo sa: è meglio dedicarsi con impegno e attenzione a poche cose alla volta sfruttando le proprie capacità. E ogni volta che la stanchezza si farà sentire, non ci resta che rallentare, almeno con la mente, e ritagliarsi un pò di tempo per poter SOGNARE!
Il testo è essenziale e viene completato dalle illustrazioni fumettistiche che, con un pizzico di ironia, forniscono al lettore ulteriori dettagli e indicazioni sullo sviluppo del racconto che oltre ad aprire una riflessione sull’importanza della gestione del tempo, ci ricorda che sognare e giocare è un diritto di ogni bambino. Ho avuto infatti l’occasione di utilizzare questo albo all’interno di un percorso di lettura sul tema dei diritti dell’infanzia, con le classi primarie. In particolare sul diritto al gioco. L’articolo 31 della convenzione recita che (qui, la convenzione dei diritti per l’infanzia e gli articoli che la compongono): 
  • Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.
  • Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali. 
Dunque ricordiamocelo e non smettiamo mai di lasciare ai bambini lo spazio e la possibilità di sognare… non sarà tempo perso, ma un momento prezioso che crescendo diventerà sempre più difficile ritrovare…
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