GLI UGHI E LA MAGLIA NUOVA

Oliver Jeffers
ZOOlibri, 2012
Illustrato

Età di lettura: scuola dell’infanzia, scuola primaria

L’autore di Chi trova un pinguino, l’incredibile bimbo mangia libri e Nei guai questa volta ci parla di diversità. Protagonista del racconto è Ruperto una creatura del popolo degli Ughi, esserini che sembrano nati dal segno di una matita di un bambino, tutti pressoché identici: abitudini, emozioni, tratti somatici, pensieri, sono i medesimi. Gli Ughi non si contraddistinguono, non sanno cosa sia la diversità. Per sottolineare il loro mondo assolutamente piatto e privo di qualsiasi elemento divergente, l’autore li illustra utilizzando il bianco e nero. Un giorno però Ruperto decide di provare a confezionare con le sue stesse manine un bel maglione di lana arancione (come avrà fatto a procurarsi la lana colorata? forse Jeffers potrebbe raccontarcelo con un’altra storia..). Come tutti i rivoluzionari, il suo comportamento desta sospetto e indignazione tra il popolo degli Ughi che iniziano a considerare Ruperto e il suo maglione decisamente fuori luogo. 

Affermare la propria identità, compiere delle scelte accettandone le conseguenze, pensare ed agire con la propria testa andando controcorrente indipendentemente da quello che poi gli altri potrebbero pensare giudicando, è prova di grande, grandissimo coraggio. Ruperto viene giudicato e discriminato per essere l’unico in mezzo al gruppo ad indossare una maglia e per di più colorata. Penso “gli è andata fatta bene”, nella storia non si contano nemmeno più, talmente sono numerosi, coloro che hanno sacrificato la loro vita per affermare ciò in cui credevano, ideali, appartenenze, diritti… e non solo, o più semplicemente perchè considerati, non diversi ma “DIFFERENTI”. 
Ad ogni modo, piano piano l’idea di Ruperto sembra interessare anche altri Ughi come Gilberto, suo amico, che coraggiosamente decide di imitarlo. Ed ecco fatto! I diversi iniziano ad essere sempre di più e diventa quindi “normale”, in questo caso, indossare un maglione arancione… Essere diversi fa tendenza e un po’ tutti vogliono sentirsi tali. Spuntano maglie arancioni come funghi. Ruperto ora non è poi così diverso. I cambiamenti spaventano così come la diversità che non si conosce e in qualche modo diventa necessario assorbire il colpo, assimilarlo, renderlo accettabile ripristinando l’ordine e l’equilibrio. Nuovamente per essere tutti diversi si torna ad essere tutti uguali, ci si abitua, ci si conforma. Assimilata la differenza non resta che crogiolarsi nell’unica certezza di cui si dispone…fino a quando però … Ruperto ha una nuova idea e così inevitabilmente la storia si ripete! Non servono tante parole per raccontare questa storia, le immagini sono eloquenti e ci invitano a riflettere. Se di solito ci confrontiamo con storie e racconti nelle quali il protagonista lotta per accettarsi e farsi accettare da un gruppo, qui invece si cerca una via per diversificarsi dalla massa e affermare la propria libertà personale. Jeffer ci regala sempre delle storie ironiche, divertenti e capaci di smuovere l’attività celebrale!
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