OH. OH!

Lapis, 2012
Illustrato
Età di lettura: nido, scuola dell’infanzia

L’autore, qui al suo primo libro, è un affermato illustratore e designer irlandese che unisce nelle sue opere tratti e forme super contemporanee e dettagli particolari che richiamano le arti orientali e il mondo asiatico. 

Le illustrazioni grafiche, dalle forme e i contorni ben definiti, sono coloratissime e di facile lettura anche per i più piccoli. Tuttavia risultano orginali e insolite proprio per le scelte cromatiche adottate da Haughton: gufi blu e viola, cieli dalle tinte verde acido, foreste rosse e arancioni catturano lo sguardo del piccolo lettore che non potrà restare indifferente ai grandi e dolcissimi occhioni del piccolo protagonista, un gufo che cadendo dal nido, posto su un grande albero, ruzzola nella radura sottostante, ritrovandosi senza la mamma, solo e spaventato.
La sua presenza desta subito curiosità tra gli animali che lo osservano cauti nascosti nella vegetazione. Tutti, tranne uno scoiattolo che decide di aiutarlo e che di gufi non sa proprio nulla.

Nel tentativo di rassicurare il piccolo, il roditore gli promette che insieme ritroveranno sicuramente la sua mamma e gli pone quindi un quesito fondamentale, in apparenza molto semplice: “Com’è fatta la tua mamma?”. 
Il gufetto prontamente risponde e fornisce altri preziosi indizi che il premuroso quanto svampito scoiattolo tenta di interpretare senza troppo successo: 

“Mamma è grande, grandissima così!” e si ritrovano davanti ad un orso perplesso; “ha le orecchie a punta!” E si dirigono verso un coniglio stupefatto; “ha gli occhi grandi” sarà sicuramente una rana. Che confusione! Per fortuna proprio questo ultimo animale sa di una mamma che disperatamente sta cercando il suo piccolo e fornisce così le giuste informazioni per trovare mamma gufo che, in segno di gratitudine invita lo scoiattolo nel suo nido sull’albero per festeggiare tutti insieme con una bella merenda e lieto fine.

Il libro è stato pubblicato qualche anno fa e ha ricevuto diversi riconoscimenti (9 premi in sette diversi Paesi) e la traduzione in diverse lingue, circa dodici, tra cui anche il gaelico.
Nel suo blog l’autore racconta di come è nata e si è sviluppata l’idea di A Bit Lost, il cui titolo inoltre corrisponde al font grafico da lui ideato per il racconto, e del suo desiderio di produrre un racconto che potesse essere letto anche solo attraverso le immagini, ricco di stimoli visivi, capace di catturare l’attenzione dei più piccoli.
E’ veramente interessante poter seguire l’intero processo di ideazione della storia e delle illustrazioni delle quali l’autore condivide anche alcuni bozzetti iniziali.
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