UN ORIGAMI AL MESE: L’ORIGAMI DELLA FORTUNA

Quando ero piccola dopo le costruzioni, il dido’ e i colori per disegnare, le bamboline di carta e gli origami erano tra i miei giochi e i miei passatempi preferiti, specie quando ero malata e influenzata, quindi almeno tre volte all’anno, se andava bene. Confinata a letto, mi ricordo ancora, la mia insoddisfazione nel non poter impiegare il mio tempo in modo più proficuo… ovvero: di dormire non ci pensavo minimamente, nemmeno con 38 di febbre, la priorità era o giocare o costruire qualcosa con carta e colori. Magari potevo cedere ad un bel cartone in tv…. ma la televisione a quei tempi era solo in salotto, stanza per me off limits per scongiurare il contagio dell’intera famiglia. Mia  madre era un vero sergente degli Ussari. Se stavo male mi era concesso solo di riposare o in casi eccezionali di usare il mio cantastorie o leggere qualche giornalino rigorosamente da sotto le coperte che mi avvolgevano come un salame privandomi di ogni movimento….
Ma io non mi rassegnavo e dopo numerose ore trascorse a lamentarmi cercando di convincerla a giocare con me, presa dallo sfinimento più completo e in assenza del sostegno di mio padre, che si divertiva un mondo ad intrattenersi con me giocando ed inventando storie e racconti divertentissimi, mia mamma allora cedeva ai miei capricci, si recava dal giornalaio e ritornava una mezz’ora più tardi munita di  una scorta impareggiabile di bamboline di carta da tagliare e vestire, figurine e carte colorate per costruire origami. Quando poi mi toccava anche di subire le punture di penicillina, riuscivo a racimolare  pure un caleidoscopio di cartone e le bolle di sapone!

Un vero successo per una piccola moribonda delirante! Oggi con 39 di febbre sono sicuramente meno attiva, ma da allora non è cambiato molto. A letto senza far nulla proprio non sono capace di rimanerci, di dormire poi non se ne parla proprio.
Come allora così anche oggi per combattere l’influenza e il malumore, trovo che creare, disegnare e costruire qualcosa di creativo rimanga la medicina migliore, insieme alla lettura. A pensarci bene alla fine il mio percorso di vita mi ha portato ad indirizzare la mia professionalità verso questi ambiti. Cosa c’è di meglio quindi di una bella lettura e di un bel gioco di carta da costruire per continuare il racconto? L’origami si presta allo scopo, aiuta i bambini ad acquisire gusto e senso estetico, ad imparare regole e schemi mentali per procedere, ad allenare la memoria e la mente all’impegno costante stimolando la curiosità. E’ un ottimo strumento didattico ed educativo, anche applicato allo studio delle materie scientifiche e matematiche, che può supportare percorsi ludici e legati alla narrazione/produzione di storie anche con i bambini più piccoli delle scuole materne (Qui per approfondire le valenze educative dell’arte di piegare la carta). Ho deciso perciò di inaugurare una nuova rubrica del blog, in realtà la prima, che vedrà la realizzazione di un origami al mese abbinato ad un gioco o ad una lettura.
Se volete partecipare inviatemi il link delle vostre realizzazioni che saranno pubblicati all’interno della rubrica o segnalatemi quelli che vi piacerebbe realizzare dopo una lettura ad alta voce con i vostri bambini, o per animare un racconto… Naturalmente dovranno essere origami adatti ai bambini perciò di difficoltà bassa e intermedia. Partiamo quindi con il primo della serie, uno dei miei preferiti: l’origami della fortuna, più comunemente conosciuto in Italia con il nome “inferno e paradiso”, un vero e proprio giochino di carta abbastanza facile da realizzare, che si presta inoltre a diverse interpretazioni. Ecco come realizzarne uno:

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