QUESTO POSSO FARLO

Satoe Tone
Kite Edizioni, 2011
Illustrato
Età di lettura: scuola dell’infanzia, primo ciclo scuola primaria

Dovevo iniziare a cercare e mettere da parte gli albi illustrati per un percorso con le scuole materne da proporre in biblioteca. 
Non dovevo far nulla se non mettere in pratica ciò che mi era stato illustrato, e che avevo potuto osservare durante il passaggio di consegne per il nuovo incarico. In pratica dovevo solo studiare nei dettagli le letture che non conoscevo, e analizzarle per prepararmi bene e proporle nel modo più opportuno. Tra i testi che mancavano nel mio ancora sfornito repertorio: l’albo illustrato “Questo posso farlo”, che insieme ad altri libri era stato scelto per affrontare il tema dell’ARIA con i piccoli della materna impegnati con le insegnanti in un percorso di scoperta sui cinque elementi. Il libro in questione l’avevo già avuto tra le mani in svariate occasioni, ma qualcosa mi aveva sempre distolto dal leggerlo con attenzione, anzi mi correggo, dal leggerlo nel senso letterale del termine! 
Dopo aver sfogliato le prime pagine, la tendenza era quella di richiuderlo ed ignorarlo. Pur avendo di lui solo poche informazioni del tutto insufficienti per valutarlo, di quella storia non volevo proprio sapere nulla, anzi, sentivo il bisogno di allontanarmene. Insomma il mio istinto mi diceva che era meglio non approfondire, e così ho fatto, me ne sono tenuta a debita distanza fino a quando il destino ha voluto che qualcuno la leggesse per me…
Protagonista di questo racconto dolce e delicato, sia nel testo sia nelle illustrazioni a tutta pagina, è un piccolo uccellino neonato, che un po’ come per il brutto anatroccolo, a differenza dei suoi fratelli, fallisce miseramente in tutti gli insegnamenti di vita che la madre, con amore e dedizione, impartisce alla covata, deludendo così tutte le sue aspettative. 

A differenza dei suoi fratelli, infatti, l’uccellino già alla nascita sembra rimanere sempre un passo più indietro rispetto agli altri: non riesce a rompere il guscio, non riesce a nuotare e restare a galla, non è capace di pescare, è stonato e non è in grado di volare per raggiungere le bacche succose dai rami con cui nutrirsi. Prova così a cercare delle soluzioni alternative per stare al passo con gli altri, si ingegna cercando degli escamotage per farcela, ma ahimè non sono sufficienti: un salvagente per nuotare si rivela inefficace, una rete per pescare senza successo dalle cui maglie troppe larghe riescono a fuggire tutti i pesci, un palloncino per volare che si sgonfia lasciandolo solo sul prato ad osservare gli altri suoi fratelli mentre insieme alla loro mamma si fanno strada nel cielo diventando sempre più lontani. 
Lui rimane lì, solo a osservarli, ma non demorde e prosegue nel suo cammino di crescita in modo diverso rispetto agli altri, trovando un percorso alternativo, certamente non facile e nemmeno scontato… perchè qui in questa storia non basterà un po’ di tempo in più fargli acquisire abilità e competenze di sviluppo normalmente previste in natura, ne tanto meno sarà sufficiente attendere per vederlo trasformato nel più bello o più bravo degli uccelli suoi simili.

Rimasto solo sul prato, quando alcuni fiori gli chiedono aiuto per ripararsi dal gelo invernale, l’uccellino sa che quella è una cosa che finalmente può fare. Sullo scorrere delle stagioni, li protegge e li ripara dal freddo e dal vento, dal sole e dalla pioggia, impegnandosi in quel compito con dedizione e fermezza.
Quello era ciò che sapeva fare, e sapeva farlo nel migliore dei modi possibili, fino a cambiare ruolo a trasformarsi attraverso la morte in un dolce rifugio, accogliente e ospitale, per i fiori e per gli altri uccelli, anche per i suoi fratelli che in primavera su di lui hanno costruito il loro nido. Una morte dolce, quasi impercettibile che è solo l’inizio di una nuova vita, di un esistenza delicata che ha seguito il suo corso e che, senza pretendere nulla, senza rabbia o rancori ha trovato nella morte la sua rinascita.
Doloroso, emozionante e delicato… ascoltarlo, leggerlo ed osservarlo mi ha commosso. Non poteva che essere così, per una come me che non si è mai sentita capace, sempre inadeguata rispetto alle aspettative degli altri, ma anche alle proprie, sempre un passo indietro rispetto alla norma, con la percezione continua di non riuscire a dimostrare quel che potevo o posso essere in grado di fare. Le aspettative si sa sono un grosso peso e una minaccia, specie quelle proiettate, anche se inconsapevolmente e a fin di bene, sui figli, per i quali si vorrebbe sempre un futuro migliore, sui quali nutriamo la speranza di vederli un giorno realizzare quelli che in realtà sarebbero i nostri desideri rimasti chiusi nel cassetto. Le aspettative…. possono anche uccidere. Non credo di essere l’unica ad essermi sentita così, penso che chi più chi meno, sia in qualche modo la storia di tutti noi… e ammiro il piccolo uccellino del racconto che non prova rabbia o rancore, non punta il dito per trovare un colpevole, ne si autocommisera. Segue il flusso della vita, nel bene e nel male, e fa ciò che può fare, ciò che è capace e in grado di fare nel suo modo unico e speciale, perchè si sa nulla si può contro il destino, tutti noi siamo chiamati a compiti e ruoli differenti, e anche se le traiettorie di vita possono essere modificate, ognuno di noi non farà mai nel medesimo modo le stesse cose. L’uccellino trova un modo tutto suo per volare, trovando il suo posto nel mondo.

Con questo albo dai colori e dai toni pastello, morbidi e soffici come le immagini che lo compongono, si possono affrontare diversi temi da quello della crescita a quello della morte raccontata ai bambini.
Sul tema della morte ho pensato che mi soffermerò in seguito per raccontare l’incontro di discussione organizzato dal Centro RI.E.Sco. a Bologna, con Francesco Campione, autore del libro “La domanda che vola” a cui ho partecipato poco tempo fa. Sul tema della crescita dei piccolissimi invece mi torna alla mente un altro albo illustrato “Leo” ed. Babalibri che racconta la storia di un piccolo leone sempre troppo indietro rispetto ai suoi coetanei… e dei suoi genitori preoccupati per i limiti e le carenze del figlio. A lui però, a differenza del nostro caro uccellino, basterà il famoso tempo in più per riuscire a raggiungere piccoli e grandi traguardi di vita.
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