Katsumi Komagata: i libri pieghe e piani

Qualche anno fa durante la progettazione di un corso per la costruzione di libri tattili e pop-up da realizzare in biblioteca, ho avuto modo di conoscere più da vicino il lavoro di Katsumi Komagata, artista giapponese che ispirandosi alle opere di Bruno Munari progetta e realizza libri visivi e tattili pensati per stimolare l’immaginazione e la fantasia dei bambini, molti dei quali anche in breil pensati per i piccoli con disabilità visive.
Dalla rilegatura al formato, i suoi, sono libri non convenzionali che propongono ad ogni pagina una sorpresa e una scoperta continua e che consentono al piccolo lettore di andare oltre al tradizionale libro, sperimentando un nuovo modo di vivere e percepire la pagina e il racconto. Komagata gioca con le forme e con i colori, manipola la carta rendendola viva attraverso piegature che celano e svelano continuamente una storia dinamica fatta di forme e di giochi cromatici che può nascere solo attraverso l’azione diretta del lettore.
Tra le sue opere possiamo trovare “Little Eyes”  una serie di 10 libri visivi e tattili senza parola, composti a loro volta da più elementi, realizzati con piegature differenti e ideati in occasione della nascita della figlia per supportare in modo ludico e fantastico la scoperta e l’acquisizione delle prime competenze cognitive. Ogni libro introduce un concetto o un tema (come ad esempio gli animali, il primo sguardo etc..) e pur vivendo ognuno di vita propria, una volta uniti e accostati tra loro, vanno a formare un unico grande libro, una storia unitaria che si sviluppa e si trasforma girando le pagine di cartone. Una storia che nasce e vive tra le pieghe del testo. I diversi libricini della serie presentano infatti caratteristiche di piegatura e formati differenti. Alcuni sono costituiti da più libri lunghi e stretti piegati a fisarmonica, altri sono composti da schede tattili e visive in un gioco di vuoti e pieni che nasce dall’uso di intarsi e di buchi e così via. In ogni raccolta le immagini fanno capolino tra le pagine o tra le pieghe sempre in modo diverso generando una sorta di magia visiva che può aver luogo grazie alla mano del lettore che gira o apre le pagine del libro. 
Come per Little Eyes, in particolare, molte delle sue opere sono costruite con la tecnica detta “pieghe e piani” dove l’immagine è insieme forma e racconto. Si parte da una forma colorata in primo piano su una pagina piegata su diversi livelli a fisarmonica. Spostando e sollevando le diversi superficie di carta, la figura si scompone svelando un’immagine via via più ampia nella quale si integrano le sue diverse parti. Le immagini quindi si caratterizzano e contengono un elemento comune, generando così una narrazione illustrata che si sviluppa su tutta la lunghezza della pagina aperta. Quello che sembrava essere inizialmente ad esempio un semplice triangolo si trasforma così nel tetto di una casa, nel becco di un’anatra che passeggia li accanto nell’erba etc…
Komagata è solito proporre laboratori ludici e di formazione per sperimentare questa tecnica con bambini ed operatori. Durante i Workshop, i partecipanti possono così realizzare una sorta di libro visivo partendo da uno stimolo iniziale, un breve componimento poetico e una forma colorata, seguendo le indicazioni dell’artista giapponese e utilizzando veline e cartoncini colorati da ritagliare e sagomare che andranno poi incollati sul supporto cartaceo. Purtroppo non sono mai riuscita a prendervi parte, ma ho seguito con interesse e gioia il bellissimo post del blog “le figure dei libri” al quale vi rimando per ulteriori approfondimenti.
Proprio per il suo essere semplice e complessa al tempo stesso, ho pensato di partire proprio da questa tecnica per proporre ai bambini un modo inedito di raccontare una storia per immagini attraverso le forme e la piegatura non convenzionale della carta. Un modo diverso per realizzare un libricino e rielaborare un racconto partendo da un elemento geometrico o da una forma. Ho quindi diciamo copiato spudoratamente l’impostazione che solitamente Komagata utilizza nei suoi atelier formativi e i suoi feedback di partenza!

Dopo alcune letture, come spunto iniziale, che avevano per protagoniste orsi e orasacchiotti ecco dunque un possibile prototipo per rielaborare un racconto o sviluppare una storia per immagini seguendo l’esempio e la tecnica “Pieghe e piani”, ottima e intuitiva per costruire Silent book made home, ma sopratutto per ragionare con i bambini più grandi sulla trasformazione di forme e figure e sulla costruzione visiva di un racconto. Si gioca con le associazioni di idee, con il rapporto forma-spazio, vuoto-pieno, si manipolano forme per inventarne altre.

Se vi piace l’idea e siete curiosi di scoprire le opere di komagata Qui il suo sito, qui il suo blog, questo invece il link di “Tattovisione” una presentazione a cura di Ilaria La Magna, che ho trovato molto utile e interessante per approfondire brevemente il tema dei libri tattili e degli autori che vi ruotano attorno.

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