E’ MIO!

Leo Lionni
Fatatrac, 1986
Illustrato
Età di lettura: scuola dell’infanzia
Oggi in biblioteca, ripensando ai libri di Lionni che avevo a disposizione, tra una lettura e l’altra sul tema delle emozioni, ho pensato di proporre anche l’albo illustrato “E’ mio!”, visto che tra tutte le sue opere era quello che in effetti avevo letto meno…. (anche se a dirla tutta, ultimamente ho un debole per le ranocchie, i lupi e i pesci… e ovviamente questa mia nuova fissa influisce non poco sulla scelta dei testi per le letture ad alta voce!)

I libri di Leo Lionni oltre ad essere bellissimi ed intramontabili, rappresentano una certezza, un punto fermo su cui puntare in ogni situazione, specie quando è necessario improvvisare o trovare istantaneamente una lettura da proporre e da consigliare. 
Emozioni, identità, regole, rispetto, amicizia, crescita, paure…. sono infiniti i temi che si possono toccare attraverso i suoi racconti. Piccolo blu e piccolo giallo, le storie di Federico e Matteo, Pezzettino, un colore tutto mio…. e tanti altri, sono albi illustrati con immagini essenziali, ma espressive, capaci di “dialogare” in modo efficace con i piccoli lettori.
Cosa dire di più? Nulla direi, credo che non ci sia bisogno di ulteriori parole per descrivere  i capolavori di Lionni. Nel caso però qualcuno volesse “ripassare” o conoscere meglio il suo operato, qui è possibile scaricare un breve dossier pedagogico biografico.
Ad ogni modo, protagoniste del racconto sono Piero, Gianni e Lidia, tre rane birichine e alquanto litigiose che vivevano su un isolotto in mezzo ad un piccolo lago costellato di sassi lisci, fiori e felici rigogliose. Come capita spesso tra fratelli e sorelle, le tre rane passavano tutto il tempo a discutere ed ogni pretesto era buono per azzuffarsi e strillare: “Levati dall’acqua” gridava Gianni “L’acqua è mia!”. “Via dall’isola”, gridava Piero, “la terra è mia!”. “L’aria è mia” urlava Lidia, mentre saltava in giro a caccia di farfalle. E così, dall’alba al tramonto, trascorrevano le loro giornate burrascose. Ma un giorno, un rospo che viveva dall’altra parte dell’isola, stanco di tutte quelle grida e di quei continui battibecchi, decise di ammonire le tre rane e di avvertirle che prima o poi avrebbero pagato le conseguenze per il loro sconsiderato comportamento…. In effetti, non ci volle molto tempo, prima che madre natura pensò che fosse il caso di ripristinare l’equilibrio perduto, impartendo alle tre rane una bella lezione di vita. 
In men che non si dica il sole se ne andò, il cielo si fece sempre più cupo e tuoni minacciosi circondarono ogni cosa. La pioggia riempì l’aria e l’acqua divenne fango. La terra fu inghiottita dalle onde. Le rane tremanti di paura, tentarono disperatamente di aggrapparsi alle poche pietre scivolose che ancora spuntavano dalle acque in tempesta. Ma anche queste furono sommerse. Strette e abbracciate insieme, vicine vicine, riuscirono in fine a mettersi in salvo su un’unica grande pietra rimasta. E così abbracciate, accomunate dalle stesse paure e dalle stesse speranze, pian piano iniziarono ad essere più tranquille. 
Anche il temporale a poco a poco cessò e le acque calarono. Fu solo a quel punto che le tre rane, ormai salve, si resero conto che la pietra sulla quale avevano trovato riparo, non era niente di meno che il rospo che viveva sulla sponda opposta!
Il giorno seguente, fulmini e nuvoloni grigi avevano lasciato il posto al primo tiepido sole del mattino, l’ideale per cacciare farfalle e nuotare nelle acque fresche del laghetto mentre i raggi solari rincorrevano i pesciolini d’argento sul fondale sabbioso. Piene di gioia le rane si tuffarono e insieme nuotarono tutt’attorno all’isola Non si erano mai sentite così felici: “che pace” gridò Gianni, e che bellezza disse Piero, e sai che cosa? Disse Lidia “il bello è che tutto questo… E’ NOSTRO!”.
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