Il maialibro

Portada.inddAnthony Browne,
Ed. Kalandraka, 2013
Illustrato
Età di lettura: scuola d’infanzia (dai 5 anni), scuola primaria

Quando per 4 anni ho vissuto con il mio compagno in casa con i suoi genitori, mi chiedevo stupita come riuscisse sua madre, senza battere ciglio, a servire e riverire suo marito in quel modo per me astruso e insensato… Li osservavo e non potevo credere ai miei occhi, addirittura la mattina, dopo aver preparato la colazione, doveva portagli in sala da pranzo calzini e mutande per farlo vestire. Roba da matti per me che una volta raccolto il bucato sistemo esclusivamente nel cassetto solo i miei indumenti. Accadeva così, che non di rado, suo padre sottolineasse la tremenda tragedia che era toccata a suo figlio: avere una fidanzata assolutamente incapace di prendersi cura di lui e della casa! La convivenza con i suoi genitori non è mai stata semplicissima e io prendendo coraggio ogni tanto, non riuscendo più a trattenermi, obiettavo che a mio avviso anche suo figlio era stato dotato di gambe e braccia e che quindi era assolutamente in grado di provvedere a se stesso! Semplicemente credo che a 26 anni un uomo maturo e adulto possa anche prendersi la briga di appoggiare nel suo cassetto mutande e vestiti, per giunta non si tratta nemmeno di uno sforzo così grande se pensiamo che le troverà già lavate e piegate.. Ora di anni lui ne ha quasi 32, da ormai 4 anni conviviamo e grazie al cielo la mia dolce (insomma!) metà collabora attivamente nel suo piccolo alla gestione della casa, visto che entrambi lavoriamo. Insomma si sa, è una questione generazionale, anche se pur essendo noi figli di un’era emancipata e tecnologica, ci portiamo dietro ancora oggi un’eredità culturale e sociale contro la quale da sempre le donne sono costrette in un certo senso a combattere. Una cultura che vuole la donna, angelo del focolare, l’incaricata primaria di tutto ciò che ruota attorno alla gestione della casa e della prole .. Si fa leva su questo retaggio sociale che diventa per entrambi i sessi un utile pretesto su cui far leva per portare avanti i propri interessi. Senza entrare troppo sul tema alquanto ostico e delicato, personalmente a livello famigliare credo proprio che basterebbe, come in tutte le cose, trovare una sorta di equilibrio per una sana convivenza. Io sono per la collaborazione e la suddivisione equa delle mansioni. Se io cucino perchè sono più brava e mi piace, magari lui allora può lavare i pavimenti e riempire la lavastoviglie, o lavare i piatti. Se io torno dal lavoro alle 20.00 di sera e lui alle 16.00 mi aspetto che almeno abbia apparecchiato e tirato fuori dal frigo qualcosa da cucinare… Non credo di chiedere la luna… certo per il sesso maschile la ricerca di cibo all’interno del frigorifero può rappresentare un problema dato che lo spazio al suo interno è percepito come bidimensionale. Ho provato a spiegare ad alcuni di loro che dietro la prima fila di alimenti posti sui ripiani, la superficie continua e altri “prodotti” occuperanno facilmente quello spazio dimenticato! Insomma per farla breve se sposti il barattolo dei pelati probabilmente troverai dove si è nascosto il vaso della maionese o qualche altro alimento che pensavi fosse sparito nel nulla!

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Anche la protagonista di questo divertente albo illustrato la pensa più o meno così, ma a differenza mia, per far valere le sue idee, deve combattere contro un marito poggia piano un tantino arrogante e due ragazzini dall’aria spavalda. La sua è una famiglia tradizionale, medio borghese che vive in una villetta tipicamente inglese con giardino e garage.

Qui, tra le mura di casa, ogni giorno la Signora Maialozzi si occupa delle faccende domestiche, prepara la colazione al marito e ai due figli, lava tazze e stoviglie, rifà i letti, passa l’aspirapolvere e poi esce per andare al lavoro. Per lei il lavoro continua poi anche la sera: mentre i figli abbandonano zaini e divisa scolastica e il marito legge il giornale comodamente seduto in poltrona, la signor Maialozzi prepara la cena richiesta a gran voce da tutti, sparecchia, lava i piatti, carica la lavatrice, stira e rimette a posto i fornelli. Mentre per gli altri membri della famiglia la vita prosegue placidamente dal divano in salotto dove c’è chi annoiato aspetta l’ora per andare a dormire e chi invece sonnecchia scomposto. Anche gli animali domestici, cane e gatto, fanno compagnia al quadretto famigliare dal quale lei è la grande esclusa. Ogni giorno questa è più o meno la vita che si ripete per la povera signora Maialozzi, che in realtà no ha proprio il tempo di avere una vita sua. E così stanca di tutto ciò, decide di porre fine al suo calvario e di impartire una bella lezione ai disgraziati membri della sua famiglia. Una sera, al posto della signora Maialozzi ad attendere padre e figli rientrati a casa dopo il lavoro e la scuola, c’è una bella lettera appesa al camino con un breve ma conciso messaggio: “Siete dei maiali”.

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E in affetti è proprio così e infatti, a questo punto della narrazione, in assenza di una figura femminile, marito e figli perdono le loro sembianze umane trasformandosi in veri e proprio maiali. Maiali nell’aspetto, maiali nel loro modo di vivere. Increduli e incapaci di arrangiarsi da soli, non riescono nemmeno a prepararsi una cena e una colazione decente. Assistiamo pian piano al loro declino e a quello della casa: piatti sporchi accumulati nel secchiaio da giorni, abiti macchiati e inzuppati di sugo, sporcizia ovunque. E quando anche il cibo sembra essere finito e l’unico modo di nutrirsi rimane quello di cercare sul pavimento briciole e avanzi, ecco che, toccato il fondo, ricompare la signora Maialozzi. Padre e figli la supplicano di restare e di non andarsene mai più. Ora che la lezione sembra essere servita, per la signora Maialozzi la vita tra le mura domestiche non sarà più così frustrante! Grazie alla collaborazione di marito e figli, potrà anche dedicarsi ad altri passatempi (anche questi considerati spesso prettamente maschili)come armeggiare con il motore di un’autovettura!

L’albo illustrato può rivelarsi molto utile per parlare di ruoli famigliari e affrontare il tema degli stereotipi e delle questioni di genere…. forse però per non incappare nei luoghi comuni e nella banalità, la lettura ad alta voce avrebbe bisogno di un rinforzino, magari invece di limitarsi a leggere il testo, potrebbe essere più interessante narrare il racconto lavorando sulle immagini che in questo caso, oltre ad arricchire il racconto testuale, offrono alcuni spunti interessanti, poichè ricche di dettagli e particolari inaspettati come ad esempio le buffe facce che compaiono sul giornale, oppure i dettagli degli oggetti d’arredo della casa e del vestiario dei protagonisti che richiamano sempre la forma e le fattezze di un maiale, come l’interruttore, la maniglia della porta, il soprammobile sul tavolino della sala accanto alla lampada, la spilla sul completo elegante del Signor Maialozzi, il quadro appeso in salotto il cui soggetto ritratto subisce inevitabilmente la stessa sorte degli uomini della famiglia, trasformandosi in un maiale.

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