Se vuoi vedere una balena

Parole di Julie Fogliano, disegni di Erin E. Stead
Babalibri, 2014, 29 p.
Età di lettura: scuole dell’infanzia
Tutte le volte che ho la fortuna di imbattermi in uno dei libri illustrati da Erin E. Stead non posso fare a meno di rimanerne estasiata. Ho un debole per il mondo dell’illustrazione, visto che oltre tutto disegnare, anche se non sono bravissima, è una delle mie passioni, e ammetto che spesso, l’impatto che le immagini hanno su di me condiziona molto le mie scelte in fatto di letture, ma credo che in parte sia inevitabile data l’importanza che rivestono sopratutto se parliamo di albi illustrati. Questo è quello che è successo anche per l’albo illustrato “Se vuoi vedere una balena” le cui illustrazioni sono magiche e osservandole è come ritrovarsi all’istante immersi nelle fresche e misteriose acque del mare. Puoi sentirne l’odore, il sapore, i colori che si imprimono vividi nella memoria, puoi viaggiare con la fantasia per scoprire i tesori che si nascondono nelle sue profondità.

Tutto parte dalla domanda implicita che qualunque bambino potrebbe porci “Come si fa a vedere una balena?” La risposta ci viene suggerita dal testo breve e conciso che scorre tra le pagine e si materializza piano piano, pagina dopo pagina attraverso  le illustrazioni: prima di tutto serve una finestra e un oceano e del tempo per aspettare … per guardare, per capire se quello che vediamo è veramente una balena. Tempo, serve molto tempo per vedere una balena. Occorre avere pazienza, aspettare, restare svegli e in attesa.

Occorrerà dunque avere a disposizione una comoda poltrona, sospesa in questo caso a pelo d’acqua, e una coperta calda per restare comodi ed evitare che gli occhi ormai stanchi si chiudano assopiti. Bisogna essere svegli e attenti perchè le balene non aspettano certo di essere viste! Se vuoi vedere una balena dunque è meglio evitare inutili distrazioni: rose rosa e profumate, barche con vele gonfie magari di qualche pirata, pellicani sorridenti che scrutano e osservano, piccoli insetti tra l’erba dei prati che golosi sgranocchiano foglie, nuvole bianche dalle forme più insolite e stranamente familiari….Buffe, oniriche, a volte improbabile, tutte distrazioni che potrebbero solo trarci in inganno e a nulla servirebbero per riuscire a vedere una balena.
Se vuoi vederne una devi tenere gli occhi fissi sul mare e solo l’attesa e la perseveranza serviranno per raggiungere il nostro sogno perchè quel che cerchiamo è più vicino di quanto crediamo…. e come diceva il piccolo principe “l’essenziale è invisibile agli occhi”….
Ermetico e poetico al testo stesso nella sua semplicità trovo questo albo un invito a mettere in moto il nostro mondo immaginario per giocare con la fantasia, per trovare il tempo necessario per attivare l’immaginazione dando forma a sogni, emozioni, desideri, alla voce bambina dell’infanzia. Un invito ad apprendere l’arte dell’attesa, di scoprire il senso dello scorrere del tempo, la forza della pazienza e la meraviglia nello scoprire come tutto può cambiare spostando il nostro punto di vista. Ecco che si rivela a noi un mondo inedito che svela quello che non è visibili agli occhi…. è il mondo che risiede in noi e che ci aiuta giorno dopo giorno a mantenerci vivi con i nostri sogni e desideri da perseguire sempre anche quando sembrano così impossibili da raggiungere. Il piccolo protagonista di questa storia, che insieme al suo cane mi riporta subito all’albo “E poi è primavera” sempre della stessa illustratrice in cui il tempo e l’attesa hanno anche qui un ruolo fondamentale, ci prova… e non demorde fino alla fine. E i suoi sforzi saranno ripagati. Insieme a lui ogni adulto potrà fare un tuffo ed immergersi nella profondità marina della fantasia e dell’immaginazione per restare insieme in bilico ad osservare, perdersi e ritrovarsi ….

Le illustrazioni di Erin Stead rappresentano un ponte perfetto tra reale e fantastico e ad ogni pagina le due dimensioni si fondono perfettamente, si integrano e dialogano.
Altre illustrazioni di Erin Stead le potete trovare in “Orso ha una storia da raccontare” e in “Il raffreddore di Amos Perbacco“,
Qui un breve video su di lei:
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