Il nemico

Davide Calì, Serge Bloch

Terre di mezzo, 2015,

illustrato

Età di lettura: per tutti!

Un albo illustrato essenziale, pulito, le pagine di un bianco candito. Vincitoro di importanti premi a livello internazionale, è un progetto ambizioso quello di Bloch e Calì, che attraverso immagini e parole hanno voluto spiegare ai bambini che cos’ è la guerra e cosa spinge gli uomini ad uccidere altri loro simili deumanizzandoli. Ci sono riusciti, offrendo al piccolo lettore un finale aperto di speranza. In realtà questo albo illustrato non ha età, è un libro per tutti che arriva in Italia in un momento speciale, quello del centenario della Grande guerra. Un libro che al di là di tutto, fa riflettere su tanti problemi sociali e politici che stiamo vivendo oggi.

Appena lo apriamo, lasciamo le fila di soldati nei risguardi di copertina e sfogliandolo siamo trasportati in una pagina spoglia e bianca. Potrebbe essere un deserto, suggerisce il testo. Solo qualche ramo secco nel foglio nudo. La carta è bucata. E dai due buchi, uno a sinistra e l’altro a destra, si intravedono appena due soldati. Sono nemici. Ma chi è il nemico?

nemico2

Una doppia pagina rossa ce lo presenta: è seduto su una scala con il fucile in spalla. Ora il lettore si ritrova dentro la storia scritta in prima persona. Potremmo essere noi in quel buncher sotterraneo, noi o chiunque altro.. perchè la sola cosa certa è che la guerra è scoppiata e non resta più nulla da fare se non restare nascosti ognuno nel proprio buco sperando di non essere visti, sperando di rimanere vivi. Ogni giorno i due nemici senza vedersi, senza sapere nulla dell’altro, sparano un colpo dalla loro postazione per poi rimanere nascosti per il resto della giornata. Solo il freddo, la fame, la paura nascosti nel buco. Chiuso nella propria solitudine, il mondo ormai in briciole, uno dei due soldati ci parla e ci racconta dell’altro, il nemico, un uomo spietato che uccide senza pietà anche donne e bambini. E’ questa l’unica differenza tra lui e l’altro: il nemico ha fame come lui, ha freddo come lui, è solo come lui, ma il nemico è una bestia. Questo è certo lo dice il manuale “dice che dobbiamo ucciderlo prima che lui uccida noi, perchè è crudele e spietato. Se ci ucciderà poi sterminerà le nostre famiglie e ancora non sarà soddisfatto. Ucciderà i cani e tutti gli animali. Brucerà i boschi. Avvelenerà l’acqua. Il nemico non è umano“.

jjjjjjjQuando dal suo buco, il soldato non sente nemmeno più i rumori dei cannoni, le sue ormai misere certezze iniziano a vacillare. Pensa che forse si sono dimenticati di lui, che forse lui e il nemico sono i soli ad essere sopravvissuti, forse la guerra potrebbe finire quando uno dei due anienterà l’altro… O forse è il mondo stesso a non esistere più ormai. La notte le stelle splendono sopra il buco e osservandole, il soldato pensa e riflette: chi è il nemico veramente? forse anche lui la notte osserva gli astri notturni.. e forse in fondo se li guardasse capirebbe che la guerra dovrebbe finire, perchè la guerra è inutile.

La paura di essere scoperti è lacerante, ma poi il soldato stanco di quella guerra, stanco di rimanere nascosto in quel buco, mentre la pioggia invade ogni cosa, decide di uscire allo scoperto. Indossata la mimetica, si addentra con cautela fuori dal suo buco. E’ notte, piove e il nemico non saprà mai che lui ora non si trova come al solito nel suo buco. Il soldato avanza timoroso. Vorrebbe tornare sui suoi passi, ha paura. Di notte si aggirano animali feroci come i leoni. Il manuale consiglia di rimanere al sicuro. Ma ormai il soldato è vicino al buco del nemico. Ha deciso, vuole ucciderlo convinto che se l’altro morirà finalmente lui potrà far ritorno a casa. Ma prima di eliminarlo vuole guardarlo in faccia.

 Ora il soldato è nel buco del nemico.. ma di lui nessuna traccia! Nella notte furtivamente, ha lasciato anche lui il suo rifugio per porre fine alla guerra. Ora ogni soldato, l’uno nel buco dell’altro, può finalmente comprendere chi è il nemico dandogli un volto, una storia, una dignità, umanizzandolo. Perchè il nemico è un uomo qualunque proprio come lui, ha carne in scatola e vitamine per combattere la fame, ha una famiglia che lo attende a casa a cui pensa ogni giorno guardando le fotografie proprio come lui, ha un manuale molto simile al suo che lo esorta a distruggere l’avversario, un mostro spietato che uccide bambini, stermina famiglie incendia i boschi. E come lui è stanco e desidera solo che quella inutile guerra giunga al termine.

Allora ora basta poco. Entrambi aspettano e si chiedono cosa stia aspettando l’altro a lanciare un segnale di pace, un piccolo gesto per abbassare le armi e lasciarsi insieme quella stupida guerra alle spalle. Basta poco per comprendere come la guerra sia solo un’invenzione malata della mente umana. Basta trovare il volto dell’altro, i suoi occhi, la sua storia.

E se potesse essere realmente così basterebbe, come in questo albo dal finale di speranza, un piccolo biglietto di pace chiuso in una bottiglia da lanciare, al posto di una mina, nel buco di quello che, pochi minuti prima di capire, era il nostro più grande nemico.

Qui è possibile sfogliare un assaggino del libro!

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