Ina la formica dell’alfabeto

inaMatteo Terzagli, Marco Zurcher

Aer edizioni, 2001

Illustrato

Età consigliata: scuola dell’infanzia, scuola primaria primo ciclo

Non c’è bisogno di commentare gli avvenimenti sconvolgenti di questi giorni, che a pensarci bene sono gli stessi che si ripresentano da mesi, anni…diciamo pure secoli, ed è sempre la stessa storia, seppur diversa. Non serve dire nulla in questi casi. Forse le parole non sono più sufficienti per esprimere paura, dolore, sgomento, rabbia, un bagaglio emozionale difficilmente superabile.

Le parole sono armi potenti, come coltelli, se non si usano nel modo corretto tagliano, feriscono come le bombe, le armi, gli uomini.

Forse sarà banale ma anche ritrovare il senso delle parole che usiamo e pronunciamo potrebbe essere il primo passo per comprendere punti di vista diversi, per opporsi a chi vuole ledere le libertà e i diritti, per chi decide di cancellare la dignità di esistere, per chi pensa di poter estinguere il desiderio di vivere senza censure e catene.

Gli avvenimenti parigini cadono proprio nella settimana dedicata ai diritti per l’infanzia e l’adolescenza che per quest’anno celebra l’articolo 13 della convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia: “la libertà di espressione di ogni fanciullo”.

Alla luce di tutto ciò allora anche con i bambini io mercoledì proverò a giocare sul significato delle parole e del loro valore.. sul diritto di esprimersi e di essere se stessi senza paura… Ci provo con libri diversi, attraverso un ciclo di letture per bambini e genitori dedicato appunto all’articolo 13.

Tra questi, uno dei miei preferiti è la storia di Ina, una formica laboriosa che a differenza delle altre sue simili, invece di accumulare nel formicaio briciole e provviste per l’inverno, si appresta a raccogliere e impilare ogni giorno le lettere dell’alfabeto. laboriosa e dedita al suo stravagante impegno, ad Ina non sembra interessare se le altre formiche la credono un po’ matta o la trattano male… fino a quando, un giorno, un esercito di soldati n marcia, con al seguito cannoni, carri armati e ambulanze, mette a dura prova la sopravvivenza del formicaio pronto a crollare sotto il peso devastante di quegli armamenti. E’ la fine ormai.

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Fonte qui

In preda al panico le formiche cominciano a brulicare freneticamente cozzando l’una con l’altra nel caos più totale. Tutte tranne una: Ina, che in tutta calma decide di provare a mettere in atto la sua strategia: scrivere ai soldati in arrivo un messaggio con le lettere dell’alfabeto accumulate. Trascinandole con fatica, una per una, davanti al formicaio, Ina le combina formando delle parole: Perchè picchiate gli stivali per terra? Perchè andate a fare la guerra?

Passandoci accanto, con grande stupore il generale dell’esercito sembra essere incuriosito da qualcosa… estrae dalla tasca una lente di ingrandimento e grattandosi i baffi osserva con attenzione quello che si ritrova sotto il naso. Una formichina che lo saluta muovendo le antenne accanto a tante lettere che tutte in fila formano delle parole… una domanda veramente, per la quale però, il generale non ha una risposta. Pensandoci un attimo, che vergogna non avere chiaro il motivo di ciò che stava per compiere. “Vado a fare la guerra e non so nemmeno il perchè!” afferma il generale tra lo sgomento degli altri comandanti attoniti. Se non sussiste nessuna valida motivazione, allora, perchè farla?

E così detto, il comandante si toglie gli stivali e li lancia insieme agli altri indumenti che indossa, seguito dai soldati che, imitandolo, iniziano a correre per il prato liberandosi di fucili, cannoni, carri armati e ambulanze.

Ora, della guerra sono rimasti solo degli stivali polverosi, la paura di quello che poteva accadere e un ritrovato senza di Pace. Ina vorrebbe solo, adesso che tutto è finito, celebrarlo insieme alle altre formiche. E loro sono lì, questa volta non per deriderla, ma per riconoscere il suo coraggio, per aver saputo trovare le parole adatte e così potenti da fermare una guerra.

In tempi di pace le formiche mangiano briciole e marmellata… insieme, scrivono anche poesie:

Sulla sabbia sul cemento

con la pioggia con il vento

dentro ai buchi in groppa ai bruchi

sopra sotto, dentro a un sasso

le formiche vanno a spasso

sul soffitto a testa in giù

CUCU’!!!”

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Fonte qui

Tra le pagine spiccano le lettere dell’alfabeto che ricordano i caratteri di quelle stampate sui giornali, ma tutte diverse per dimensioni, forme e colori. Allora dopo la lettura ci si può sbizzarrire e inventare mille giochi per costruire parole, abecedari illustrati, collage di lettere con font diversi, domini creativi. Ci si può ritrovare intorno ad un tavolo grandi e piccini per realizzare l’alfabeto del formicaio, scrivere poesie, disegnare parole, perchè no, anche messaggi di speranza o domande alle quali vorremmo tanto trovare una risposta… Si può riflettere insieme anche su temi ostici come la guerra… la diversità… la libertà di parola e di espressione. Anche con i più piccoli seppur in modo diverso è possibile farlo… Un libro da leggere, per creare, pensare, immaginare.

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