I fantastici cinque

img2063-mQuentin Blake
Gallucci, 2015,
Illustrato
Età di lettura: scuola primaria

Tutte le volte che prendo un libro e leggo il nome dell’illustratore, Quentin Blake, istantaneamente penso subito a Roald Dahl. Credo sia del tutto normale visto che i romanzi e i racconti di questo famoso scrittore, che per altro adoro, sono accompagnate dalle sue illustrazioni. E il connubio tra i due è certamente ben riuscito dato che disegni ed immagini riescono sempre a rappresentare magistralmente il carattere dei personaggi, spesso grotteschi che popolano le storie. In Italia ad esempio, i disegni di Quentin accompagnano anche i romanzi di un’altra grande scrittrice: Bianca Pitzorno, ma l’illustratore è autore anche di alcuni libri, scritti e disegnati interamente da lui. Come quest’ultimo, un divertente albo illustrato che pone l’accento su come il mondo può rivelarsi decisamente migliore di quanto pensiamo quando, invece di soffermarci su quello che non possiamo o non siamo in grado di fare, riusciamo a cogliere ed apprezzare le possibilità che la vita ci offre ma, sopratutto, quello che realmente possiamo fare. E quando i fantastici talenti di cui  ognuno è dotato interagiscono e si integrano con quelli degli altri ecco che, allora, si possono raggiungere traguardi straordinari: basta credere in se stessi e unire le forze… magari per aiutare qualcuno, speciale quanto noi!

E’ proprio questo quello che hanno fatto Angela, Ollie, Simona, Mario ed Eric, i protagonisti di questa storia breve.

i fantastici cinque

Cinque amici speciali, ognuno dotato a suo  modo di capacità davvero fuori dal comune: Angela che ha una vista eccezionale può riuscire a vedere un passero posato su una statua a otto chilometri di distanza; Ollie con un udito senza eguali può sentirne il canto; Mario e Simona hanno una forza mai vista ed Eric… in quanto a lui diciamo pure che tutto sta nella voce.

Un giorno i cinque amici decidono di trascorrere insieme una bella gita in campagna. A bordo di un pulmino giallo con al volante Big Eddy. Giunti a destinazione, si inoltrano tra le colline e ancora più su finché non trovano un posticino ideale  dover fermarsi per il loro pic-nic.

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Seduti comodamente in mezzo alla natura mangiano panini al salame, al tonno e pomodoro, al prosciutto e formaggio. Ma dopo aver mangiato e riposato un poco qualcosa va storto: Big Eddy all’improvviso diventa verde in viso, poi bianco come uno straccio e infine con un tonfo cade a terra svenuto.

Senza perdersi d’animo i fantastici cinque si incamminano in cerca d’aiuto. Mario e Simona grazie alla loro forza trasportano sulle spalle il povero Big Eddy.  Hanno ormai fatto molta strada quando finalmente Angela con la sua super vista riesce a vedere un gruppo di persone. Ollie invece riesce a sentire le loro voci. Forse potrebbero aiutarli se solo riuscissero a raggiungerli. Ma ora, giunti sulla sponda di un fiume cosa possono fare?

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Eric per fortuna un’idea ce l’ha, e con tutta la voce che ha in corpo grida a squarcia gola “AIUTOOOOOOO!!!!!”.

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E finalmente ecco arrivare in loro soccorso un elicottero di salvataggio!

Il giorno dopo i cinque fanno visita a Big Eddy ricoverato in ospedale che ringrazia di cuore quei ragazzi così speciali che sono riusciti a salvargli la vita. Cinque amici comuni, cinque persone diverse, per raccontare come ognuno di noi, indipendentemente dai suoi limiti o dalla sua condizione di disabilità, può diventare una persona fantastica grazie alle capacità e ai talenti che lo contraddistinguono.

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Mi sono chiesto: perché non rendere alcuni ragazzi disabili protagonisti del libro? E non per essere ‘politicamente corretti’, ma per mostrare la vita com’è veramente” afferma l’autore. Ma forse, anche per aiutarci a ritrovare lo spirito giusto per motivare i nostri bambini. Troppo spesso mi domando perchè alcuni adulti invece di valorizzare quello che i più piccoli, ma anche i ragazzi, sanno o saprebbero fare, fanno l’esatto opposto sottolineando loro quello che non riescono a fare, non possono fare, non riusciranno mai a fare. Effetto Pigmalione, e la profezia si auto – avvera. E allora cerchiamo di renderla positiva! Cerchiamo di aiutarli a diventare consapevoli delle loro effettive capacità, motiviamoli a scoprire le potenzialità che hanno e convinciamoli che in ognuno di loro è nascosta una persona fantastica che aspetta solo di poter uscire.

Se vi va qui Quentin Blake ci racconta le 7 regole d’oro che secondo lui ogni illustratore dovrebbe seguire!

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