Pensieri fuori dal coro: tortine alla vaniglia con cuore di confettura

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Mi piace passeggiare all’aria aperta dopo una giornata di lavoro per tornare a casa e godermi ciò che la città ha da offrirmi.
Mi piace osservare quello che mi circonda per scoprire dettagli e nuove sensazioni, sbirciare i passanti, incrociare talvolta il loro sguardo ed immaginare dove siano diretti o cosa stiano pensando, ognuno immerso nella sua misteriosa vita che per me rimarrà tale. Volti, gambe, ombre, ognuno con una storia da raccontare.
Mi piace trovare la bellezza delle piccole cose anche là dove di bello non sembra proprio esserci rimasto nulla, ma dipende solo da come ci poniamo e anche la strada cittadina dismessa e degradata può celare un mondo nascosto fatto di meraviglie. Mi piace contemplare i graffiti sui muri. Alcuni sono parte dell’arredo urbano e con i loro colori si insinuano tra le pieghe della città rendendola viva, diversa, surreale.

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Mi piace cercare il verde tra palazzi e vie, lo cerco, lo desidero lo inseguo. Resto incantata da un germoglio, da un ciuffo d’erba con i suoi fiori candidi, da un albero che pian piano con il nuovo solo stende i suoi rami carichi di vita traboccante appena sbocciata. La  natura timidamente si fa spazio tra le vie, i giardini fioriscono, la città improvvisamente si illumina, e la primavera la dipinge di verde, giallo e arancio sotto un cielo che vorrebbe diventare turchino. Mi piace svegliarmi presto la domenica mattina, aprire gli scuri, e lasciare che i raggi del sole lentamente mi vengano a trovare. Sul tavolo una bevanda calda e il canto di alcuni uccelli che hanno deciso di costruire la loro casa su un grande albero vicino alla mia. Quel poco di natura che trovo la faccio entrare, la scruto ogni giorno seguendo i suoi continui mutamenti. Il verde lo cerco nei parchi, nei giardini nei piccoli spazi naturali che come pietre preziose con la bella stagione rendono la città di Bologna un piccolo gioiello in fiore, uno scrigno prezioso che nasconde mondi naturali inediti e apparentemente invisibili. fuori e dentro palazzi, portici e ville occasionalmente si apre un cancello, un portone, uno scorcio che lascia intravedere giardini, cortili e oasi naturali private. Ma a Bologna sono tanti anche i giardini pubblici in cui rifugiarsi ed evadere dalla vita urbana. Per scoprire giardini, palazzi e canali della città, conoscere un po’ della loro storia e la loro ubicazione fate un salto qui sulla pagina dedicata di SalaBorsa dove è possibile consultare l’archivio digitale dei cartigli, seguire link e spunti bibliografici, visualizzare i luoghi di interesse selezionati su google maps o lasciare un commento. Anche i giardini privati per alcuni fortunati che riescono a prenotarsi solitamente aprono al pubblico intorno al mese di maggio.

Mi piace attraversare a piedi Bologna, ma anche in bicicletta come Jack frusciante non è mica male; partire dal centro e senza accorgermene vederlo cedere pian piano il passo a quel verde bolognese fuori porta. Si varca la soglia delle mura, quelle che una volta cingevano la città, e si prosegue dritti per le periferie o in salita verso i colli. E da qui, è tutta un’altra storia fatta di paesaggi, di domeniche rilassanti in compagnia delle amiche a prendere il sole, di fughe da scuola, di pomeriggi accaldati chine sui libri per preparare l’esame di filosofia, di corse in motorino, di  mani nascoste in cerca di centimetri di pelle da accarezzare, di baci nascosti, di notti insonni tra locali e pizzerie, di serate stesi con un panno in mezzo ai prati, in mano una birra e nella testa la voglia di rimanere così liberi e spensierati che poi il giorno dopo tornati a casa ci voleva ben altro che gli occhiali da sole e un chilo di trucco per nascondere i postumi della sbornia! Mi piace Bologna: i portici quando diluvia e tu senza ombrello cammini tranquillo sorridendo pensando comunque nemmeno l’avresti usato; i colli bolognesi in primavera, freschi ed accoglienti, la sera d’estate quando sembrano, o meglio sono, l’unico luogo rimasto in cui trovare un po’ di respiro; il centro della città quando gli edifici e le piazze si stagliano sullo sfondo di un cielo blu come il mare.

Mi piace  passeggiare senza una meta precisa, senza orologio, senza un domani, solo per il gusto di farlo, in attesa di quello che incontro e che scoprirò voltando l’angolo.

In cucina così nella vita mi piace la sincerità, le cose semplici ma non scontate, quelle fatte con il cuore e il sudore, quelle che ad occhi chiusi non ci pensi un secondo, ti ci butti a capofitto ma perchè ti viene naturale. Mi piace pensare che un piccolo gesto possa comunicare più di mille parole. Un gesto, uno sguardo,  un segno, un disegno, una canzone, un cibo come queste tortine. Mi piacciono perchè sono semplici, cucinate per una colazione speciale da condividere. Sono gustose, senza grassi e con un grosso cuore di confettura, naturalmente quella al gusto che preferite! Sono perfette da gustare con un te caldo la mattina, salutando i primi raggi del sole che nascono, o all’ora del te per salutare il giorno che pian piano muore con i suoi colori che sfumano, insieme alla città, per riposare.

TORTINE ALLA VANIGLIA CON CUORE DI CONFETTURA

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Ingredienti
4 uova
110 gr di zucchero di canna
50 gr di zucchero semolato
120 gr di farina 00
40 gr di fecola di patate
3 cucchiai di latte

una stecca di vaniglia bourbon e scorza di 1/2 limone
1 pizzico di sale

Per la finitura
3 cucchiai di miele di acacia
6 cucchiai di acqua a temperatura ambiente
1 bacca di vaniglia bourbon

confettura  a scelta (io di albicocche e vaniglia)
granella di mandorle (o zucchero a velo)

Per le tortine, eccetto la presenza del latte, l’impasto è simile a quello di un Pan di spagna La procedura è quindi praticamente la medesima. Accendi il forno a 180° C. Mescola i due diversi tipi di zucchero. Rompi le uova in una capiente ciotola e unisci gli zuccheri. Monta a nastro il composto con uno sbattitore elettrico, fino a quando sollevando le fruste il composto cadendo su quello sottostante lascerà un segno ben  visibile. Unisci il pizzico di sale. Frulla qualche secondo ancora. Setaccia la farina e aggiungila alla fecola. Versa le polveri in più riprese nel composto di uova incorporandole di volta in volta con una spatola. Profuma con la scorza di mezzo limone e la polpa di una stecca di vaniglia.

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Imburra una teglia per muffin. Versa in ogni incavo l’impasto riempendolo circa per un 1/4. Inforna per 10-12 minuti. Controlla la cottura. Appena inizieranno a gonfiarsi formando una bella cupolina appena dorata, apri il forno e utilizzando un piccolo bicchiere o una tazzina da caffè fai una leggera pressione sulla superficie di ogni tortina spingendo in giù l’impasto quel tanto che basta per creare un piccola insenatura (che accoglierà la confettura). Chiudi il forno e lascia cuocere ancora qualche minuto, poi sforna le tortine aspettando che siano ben fredde prima di estrarle dallo stampo.

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Nel frattempo prepara la bagna per la finitura: in un pentolino versa acqua, miele (se vuoi puoi usare lo zucchero) e la polpa della stecca di vaniglia. Poni sul fuoco a fiamma dolce fino a quando il composto non inizierà a bollire. Spegni il fornello, lascia intiepidire la bagna poi spennellala sulla superficie dei dolci, velando anche i bordi e l’incavo. Versa dentro quest’ultimo un bel cucchiaio abbondante di confettura e decora il contorno con la granella di mandorle. Se la granella non aderisce bene spennella sui bordi un altro velo di bagna. Se opti per lo zucchero a velo puoi usare la bagna solo per velare l’incavo del dolcetto.

Servi con una bella tazza di te tiepida o un caffè fumante a colazione o per un bel tea time.

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Le tortine sono ottime anche farcite con crema pasticcera, frutta fresca e un velo di gelatina. Come i dolcetti lime e limone che vi avevo proposto in precedenza, si possono preparare per un buffet, un pic nic o per una merenda genuina. Di zuccheri ce ne sono tanti ma nemmeno una traccia di grassi. Vi posso assicurare però che sono soffici al punto giusto, basta montare bene le uova. Si può utilizzare anche solo lo zucchero semolato. Si può provare anche a diminuirne la dose, ma non garantisco il risultato finale. Buon appetito!

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3 pensieri su “Pensieri fuori dal coro: tortine alla vaniglia con cuore di confettura

    • Mile81 ha detto:

      Sei troppo gentile veramente! sai che i piattini me li ha ceduti mia madre li aveva presi tanti anni fa in un ipermercato di Bologna con i punti per i soci. A me piacciono perchè sono resistenti ed è un bene visto che uno dei miei doni maggiori è quello rompere tutto ogni volta che faccio la lavastoviglie! I servizi di piatti si consumano velocemente qui da me 🙂

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      • infuso di riso ha detto:

        cara mile sono davvero belli a volte vedi i servizi vinti con i punti non mancano di eleganza e gusto (io per esempio conservo tovaglie o tazze vinte con i punti dell erboristeria e mi piacciono da morire!!!) e se come dici tu sono pure resistenti..bè ancora meglio:)

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