Pensieri fuori dal coro: sablè alla frutta, con crema di ricotta al cocco e gelée di ananas

L’estate sta finendo / E un anno se ne va / Sto diventando grande / Lo sai che non mi va. / In spiaggia di ombrelloni / Non ce ne sono più / È il solito rituale / Ma ora manchi tu… (Righeira)

Ogni volta che entro in un negozio di articoli per la casa mi sento come Alice nel Paese delle meraviglie. Inizio a guardarmi intorno incuriosita, attratta dai colori e dagli oggetti presenti. Comprerei ogni cosa, sopratutto quello che poi alla fine non mi serve nemmeno. Ce ne sono due in particolare, pieni di sfiziose tentazioni, che io e la dolce metà, che condivide con me questa dispendiosa passione, amiamo molto! Ma il mio preferito, quello che in assoluto riesce tutte le volte a stupirmi, è una vecchia bottega in via Marconi dove mia nonna da bambina mi portava sempre insieme a lei. Era una delle tappe fisse dei nostri giretti in centro. Si passava dalla merciaia a comprare mutande e calzini, poi, come diceva lei, si faceva una capatina al mercato delle erbe in via Orefici, infine prima di prendere l’autobus per tornare a casa ci si fermava dal casalinghi di fiducia. Dai tappi di sughero ai cestini in vimini, dal tappeto per il bagno alla piastra per tigelle, vendeva di tutto. Qualunque cose ti servisse li eri certo di poterla trovare. Erano i primi anni 90′ e ancora non c’erano tutti i gadget ricercati e all’avanguardia di oggi, ma in quel buco di negozio dove apparentemente la confusione regnava sovrana, si potevano trovare vere e proprie chicche a basso costo, oggetti e utensili, come ad esempio la teglia per pizza, il tegame in coccio o l’apri scatola che veramente compie il suo dovere, che oggi  non so cosa farei per poterli riavere. Nel corso degli anni sia io che mia madre e sua sorella abbiamo beneficiato del tesoretto accumulato dalla nonna Vit che pian piano ci ha generosamente donato o concesso, date le nostre lagne per avere quel piatto in ceramica, quel tegame nel quale cuoce alla perfezione il ragù, quella splendida teiera… Insomma le abbiamo svuotato la cucina in poche parole! Io essendo l’ultima ad aver messo su famiglia, anche se non ufficialmente, ho ricevuto solo un paio di cose. Nulla per cui lamentarmi si intende, ma provo sempre una certa invidia quando mamma e zia sfoggiano i loro corredi. Mi sa tanto che sto iniziando ad invecchiare. Solo qualche anno fa non mi sarei mai posta il problema di mangiare in un piatto scheggiato o cucinare in una pentola priva di un manico. Detestavo mia madre quando mi rimproverava se apparecchiavo la tavola con il servizio buono. Ora, invece ammiro l’unico che possiedo. quello con il bordo dorato, per altro non troppo bello, che la madre di mio padre mi ha lasciato per non fare brutte figure con gli ospiti.

Prima di partire per le ferie, nel negozietto in via Marconi ho acquistato in offerta uno stampo per crostate con fondo amovibile che desideravo da tempo. Pur passandoci di frequente per curiosare in realtà questo è il primo vero acquisto che faccio senza mia nonna. Perchè quello è il suo regno…. Ci pensavo qualche giorno fa mentre riordinavo pentole e stampi. Mi  è venuto il magone. In questo blog parlo sempre di lei, tanto che, forse, dovrei cambiargli nome in “la cucina dei ricordi della nonna Vit (che poi si chiama Vittoria)” ma alla fine, da quando vivo da sola, le dedico sempre meno tempo. Non ha mai avuto una vita facile e in questo periodo poverina è sempre più stanca e spossata. Avrebbe bisogno di me. Non è facile assistere in casa 24 ore su 24 un uomo malato che non può più fare nulla da solo. E io che faccio? Quasi nulla. Resto ferma a ricordare. Forse è un mio modo di reagire al dolore. Al suo e a quello di mia madre. Il primo passo è prenderne coscienza e superare lo scoglio. Guardare avanti. Come con il lutto. E’ necessario superare varie fasi prima di arrivare a quella dell’accettazione. Forse per me è giunto il momento.

Intanto, provo a nobilitare quella teglia e dedico a mia nonna un dolce allegro e colorato: un arcobaleno di frutta e crema alla ricotta. Un dolce semplice che sa di casa in una frolla croccante al cocco. Mi ricorda molto le estati trascorse insieme e le nostre merende golose. A te cara nonna ecco il mio sorriso

SABLE’ ARCOBALENO DI FRUTTA FRESCA
CON CREMA DI RICOTTA AL COCCO E GELEE ALL’ANANAS


Ingredienti per uno stampo quadrato da crostate con fondo amovibile di 22 cm
Frolla al cocco
120 gr di burro morbido (alla temperatura di 22-24 gradi circa)
90 gr di zucchero a velo vanigliato
2 gr di sale marino
30 gr di cocco rapè
240 gr di farina 00

crema di ricotta al cocco
3 tuorli d’uovo
150 gr di latte di cocco
100 gr di latte intero
40 gr di zucchero semolato
2 cucchiai rasi di farina 00
1 bacca di vaniglia
150 gr di ricotta
30 gr di zucchero a velo
gocce di cioccolato

frutta fresca a piacere:
per me uva rossa, mela verde, pesca noce, ananas

Gelée all’ananas:
100 ml di succo di frutta all’ananas
succo di 1/2 limone
due cucchiai di zucchero semolato
6 gr di gelatina in fogli

Per la pasta frolla: in un ciotola versa il burro tagliato a cubetti, un pizzico di sale sciolto in un cucchiaio di acqua tiepida, e lo zucchero. Amalgama gli ingredienti con un cucchiaio di legno poi unisci  l’uovo, il cocco rapè e 60 gr di farina. Lavora nuovamente gli ingredienti con il cucchiaio di legno per amalgamarli. Versa la restante farina e impasta tutto gli ingredienti fino a quando la frolla non starà insieme. Lavoralo quindi il meno possibile, ma quanto basta affinchè non rimangano striature di burro. Trasferisci la frolla ottenuta tra due fogli di carta forno. Appiattiscila con le mani e trasferiscila in frigo a riposare per almeno 1 ora (io l’ho lasciata 3 ore).

Accendi il forno alla temperatura di 170°. Riprendi la frolla. Con l’aiuto del mattarello stendila sottilmente tra i due fogli di carta forno. Imburra la tortiera. Togli il foglio di carta forno superiore e aiutandoti con quello inferiore ribalta la frolla sopra la teglia. Elimina anche il secondo foglio di carta forno. Posiziona bene la frolla facendola aderire alla base e negli angoli, poi con un coltello rifila i bordi. Bucherella il fondo della frolla con i rebbi di una forchetta. Copri la base della torta con un foglio di carta forno e versaci sopra dei fagioli o dei pesetti per la cottura in bianco.

Cuoci in forno per 8 minuti circa poi appena i bordi inizieranno a prendere colore, elimina i fagioli e la carta forno e cuoci per altri 5 minuti o fino a quando il fondo della frolla non sarà leggermente dorato. Sforna, fai raffreddare completamente poi estrai il guscio dallo stampo e posizionalo su un piatto.  Spennella il fondo e i lati della frolla con un velo di confettura di ananas (o di altro tipo se preferisci). Tieni da parte.

Prepara la crema: si procede come per la crema pasticcera. Incidi per la lunga centralmente il bacello di vaniglia. Versa il latte di cocco e quello fresco intero in una casseruola e profumalo con la bacca e la polpa di vaniglia. Poni sul fuoco a scaldare. Appena arriva a bollore spegni il fuoco e lascia intiepidire. Nel frattempo in una ciotola sbatti con la frusta a mano i tuorli, lo zucchero semolato e infine la farina setacciata. Stempera bene tutto. Filtra il latte e versalo sul composto di tuorli poi trasferiscilo nuovamente nella casseruola. Cuoci a fiamma bassa sempre mescolando con la frusta a mano fino a quando la crema non inizierà ad addensarsi formando delle bolle. Allontanala dal fuoco e fai raffreddare a temperatura ambiente. cola la crema pasticcera in una ciotola. Intanto in un recipiente a parte versa la ricotta, precedentemente scolata dal suo liquido, e lo zucchero a velo. Lavorala con la frusta a mano per renderla liscia e vellutata poi con l’aiuto di una spatola incorporala alla crema pasticcera.

Poni in frigo a raffreddare per 1 ora poi trasferisci 1/4 della crema in una sac a poche con beccuccio a stella. Alla crema restante unisci le gocce di cioccolata e colala all’interno del guscio di frolla stendendola in modo uniforme.

Lava, pulisci e affetta la frutta fresca. Nel mio caso ho pulito e  affettato l’ananas, ho tagliato in due gli acini di uva eliminando i semi, ho pulito e affettato la pela e la pesca noce lasciando la buccia. Distribuisci la frutta sulla crostata alternandola. Decora i bordi rimasti liberi con ciuffi di crema alla ricotta utilizzando la sac a poche. Poni in frigo.

Prepara la gelée all’ananas: in un tegame versa il succo di ananas e il succo di limone. Unisci due cucchiai di zucchero semolato. Mescola poi scalda i liquidi a fiamma bassa per qualche minuto fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto. Togli dal fuoco e fai intiepidire. Nel frattempo ammolla in acqua ben fredda la gelatina per circa 10 minuti poi strizzala bene e uniscila al succo di frutta intiepidito. Mescola con cura per sciogliere eventuali grumi poi colala in uno strato alto mezzo cm all’interno di una pirofila o di un piatto ricoperto con pellicola.

Fai raffreddare a temperatura ambiente poi preleva dal frigo la crostata e spennella un velo leggero di gelatina ancora liquida sulla frutta. Rimetti in frigo la crostata e la gelée di ananas fino a quando non si sarà rappresa. A quel punto prelevala dal frigo e incida con un piccolo coppa pasta a forma di stella oppure ricava dei cubetti tagliandola con il coltello. Completa infine la crostata distribuendo le gelatine così ottenute tra le fette di frutta. La crostata è pronta… Buon appetito!

NB: la gelée si può preparare anche con altro succo di frutta, con il limone spremuto oppure se si utilizza ananas sciroppato con il suo succo di conservazione. Nella frolla si può sostituire il cocco con pari quantitativo di farina di  mandorle o altra frutta secca polverizzata.  La crema ovviamente si può preparare anche sostituendo il latte di cocco con altro latte intero e al posto della ricotta si può optare per una chantilly unendo della panna montata. Le gocce di cioccolato si possono omettere. Infine, ovviamente la crostata si conserva in frigo.

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6 pensieri su “Pensieri fuori dal coro: sablè alla frutta, con crema di ricotta al cocco e gelée di ananas

  1. Fabio ha detto:

    Non è facile affrontare certe situazioni che la vita ci porta inevitabilmente a vivere. Siamo legati ad un’idea dei nostri affetti ed è difficile accettare che le cose cambiano. Ed anche un tegame da cucina può diventare un ricordo, un legame con una persona che ci ha dato tanto. Sicuramente gradirà il tuo dolce.

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    • Mile81 ha detto:

      grazie Fabio, i cambiamenti in effetti sono tanto belli e necessari quanto traumatici e dolorosi. Come hai scritto tu anche una pentola può diventare un modo per sentirsi ancora legati e insieme ad una persona come un tempo. Un saluto caro e grazie ancora x il tuo commento Milena

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