Storie di quadri (a testa in giù)

Bernard Friot
Ed. Il Castoro, 2015, 109 p.
Illustrato
Età di lettura: scuole primarie

Oggi è una giornata perfetta per organizzare una piacevole visita ad un museo davvero speciale, alla scoperta di quadri che raccontano storie, per assaporare storie che parlano in modo inedito di quadri.

E’ il museo di Bernard Friot. L’autore propone al lettore un tour guidato attraverso il suo museo virtuale per conoscere una selezione di 36 opere d’arte di epoche diverse che vanno dal 62 d.c. al 1965, descritte e raccontate in modo insolito e originale attraverso storie, dialoghi, abecedari, poesie… Una lettura che offre agli studenti un modo diverso di entrare nell’arte, ma anche uno spunto per capire come giocare con le immagini e le parole per generare storie.

Ma andiamo per ordine: per approcciarsi al testo, il lettore potrà decidere di muoversi liberamente tra le pagine o di seguire il percorso di visita che l’autore propone attraverso 14 sale immaginarie. Seguendo questo percorso la lettura quindi non sarà lineare, ma si passerà da una pagina all’altra senza seguire la numerazione canonica delle pagine. Ad esempio dopo aver osservato e conosciuto il quadro di Artemisia Gentileschi “Giuditta che decapita Oloferne” e quello di Louis Le Nain “Soldati che giocano a carte” rispettivamente a pagina 104 e 59 il lettore è invitato a proseguire il tour spostandosi a pagina 53 e 32 alla scoperta di altri dipinti.

La lettura diventa cosi un gioco di sguardi e di riflessioni che portano il lettore dentro il quadro e oltre. Dialoghi, poesie, pensieri immaginari danno infatti vita e parola ai soggetti dipinti. Ci raccontano qualcosa che va al di la’ di quello che vediamo, offrendoci punti di vista diversi con i quali osservare e considerare l’arte, o un quadro già visto che magari pensavamo di conoscere. Quadri a testa in giù perchè cambiando l’ottica di osservazione quello che abbiamo davanti si mostra a noi in un modo del tutto nuovo.
E cosi per esempio lo studio della mano sinistra di Leonardo da Vinci diventa la protagonista di un breve e assurdo racconto:
… La cameriera esce di corsa dal bar. L’uomo al centro della piazza, si gira, la guarda. Con il braccio teso la ragazza indica l’interno del bar. << ha dimenticato la mano sul bancone>> L’uomo scosta leggermente il braccio sinistro, e nota che effettivamente la mano non è più al suo posto. Allora con la destra, fruga nelle tasche del cappotto grigio. No niente. Così a malincuore raggiunge la ragazza e la segue nel bar. Là, sul bancone, tra un boccale di birra e una ciotola di noccioline, sta appoggiata una mano…

O ancora, alla fine del libro, non a caso, Il martirio dei santi Cosma e Damiano (Beato Angelico), Giuditta che decapita Oloferne (Artemisia Gentileschi), San Sebastiano (El Greco) ci vengono introdotti da “Punizione”, un divertente racconto scritto in prima persona da un bambino disubbidiente:
Sono in punizione, mi hanno tolto la tv, i dvd e i videogiochi. Perchè ho guardato di nascosto dei film Horror: lo sventratore di New York (che forte quando il killer tagliuzza gli occhi della tipa con un rasoio…), il castello della paura (una storia di zombie che paura non fa per niente), ma non ho il permesso. Non so perchè. Vietato, hanno detto i miei, altrimenti, in punizione! Sono dei sadici, i miei genitori. Dei veri mostri. Hanno inventato una punizione atroce. Mostruosa. Visita alla Galleria nazionale. Due ore a trascinarmi davanti a quadri orrendi, tra ritratti di vecchiette e robe incomprensibili di arte modera. Morirò di noia lo sento… (o forse no!)“.

Immagini e parole in trasformazione per inventare nuove storie. Friot giocando con l’arte e la fantasia riprende la filosofia che era alla base del lavoro straordinario di Gianni Rodari che partendo da un errore, una parola, un personaggio di una favola, invitava i suoi studenti a mettere in moto la mente per produrre nuove narrazioni.

A scuola o a casa questo può trasformarsi in un gioco, un domino fantasioso per un esercizio di stile creativo. Si sceglie un’immagine, una foto, una pagina di una rivista e sulla base di questa si inventa una storia, un dialogo un breve testo per raccontarla. Si illustra la storia disegnandola in modo creativo o ritraendo solo alcuni piccoli dettagli. Si osserva il disegno e si inventa una nuova storia e così via. Si potrebbe giocare all’infinito. La stessa operazione si potrebbe fare utilizzando come spunto oggetti di vita quotidiani. Potremmo provare a scrivere un racconto per esempio per dare voce alla teiera di casa, al microonde o magari all’orologio a muro appeso alla parete.
E le illustrazioni di un albo illustrato? Da quelle si possono inventare infinite storie parallele … e se ancora non siete soddisfatti, insieme ai vostri bambini provate ad inventare il vostro museo a testa in giù: incollate su un quaderno le immagini di alcune delle vostre opere d’arte preferite e insieme provate ad inventare un racconto strampalato per descriverle! Bastano anche solo poche parole… per provare e scoprire che studiare e conoscere può essere davvero un gioco!

Se avete voglia di giocare con i quadri e l’arte ecco altri libri che possono fare per voi:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...