Pensieri fuori dal coro: friggione con salsiccia in umido, dalla fucina di mio suocero

Il Signor Minghetti è un uomo di altri tempi, uno di quelli che anche se lo sa fare, da solo non si infila nemmeno un paio di calzini. Cucinare, sistemare, sgombrare la tavola sono tutti concetti e azioni per lui sconosciute. E’ un uomo insomma servito e riverito che, se solo lo volesse, grazie alle sue doti nascoste di brava massaia, potrebbe raggiungere in molti ambiti domestici risultati eccellenti, al di sopra di ogni aspettativa,  superando di gran lunga anche la bravura della sua povera consorte, Maria, una donna tutta di un pezzo, buona come il pane, una creatura dotata di una pazienza infinita, messa a dura prova dal caratteraccio burbero e rude del marito.

In cucina, per esempio, il signor Minghetti è davvero un portento, sopratutto poi quando si tratta di preparare piatti poveri e tipici della tradizione bolognese. L’ho scoperto un giorno per caso, mentre mi recavo insieme alla dolce metà nell’officina dei suoi genitori, per avvertirli di non aspettarci a cena. Varcata la soglia di quel capannone sgangherato e polveroso, tra torni, fresatrici, tavoloni di metallo, un frigorifero grande come un dirigibile, tre gatti, due cucce e pezzi di lamiera, eccolo la il signor Minghetti intento a mescolare il contenuto misterioso di un gigantesco pentolone posto su una vecchia stufa in ghisa piazzata al centro di quello strampalato open space.

Sentendomi arrivare il signor Minghetti mi domanda “s a vut?” che in dialetto bolognese starebbe per “Cosa vuoi?”. Poi girandosi verso di me, con un sorriso a trecento mila denti, di quelli che, sulla sua faccia compiano una volta l’anno se va bene, mi invita a suo modo, tirandomi per un braccio, a dare un occhiata più da vicino. Ma non ce ne sarebbe davvero bisogno: investita dal vapore della pentola e da un forte odore pungente di vino e cipolla…. senza nemmeno bisogno di guardare, ho già intuito cosa bolle in pentola: Friggione, di quelli che, come si dice qui a bologna, sono così tamugni che per digerire bisognerebbe camminare a piedi fino a San Luca e ritorno per tutta la settimana. E mentre io sono persa a conteggiare le calorie di quella bomba, nel suo bolognese stretto a me quasi incomprensibile, il signor Minghetti, in una mano il mestolo, nell’altra una bottiglia di rosso, mi illustra la sua speciale ricetta: cipolla, pomodori, salvia, sale, un pizzico di zucchero, olio (meglio ancora strutto), il tutto affogato da una bella e grande bottiglia di vino. Ma quello che rende davvero speciale questo friggione, continua a spiegarmi mio suocero, impartendomi una bella pacca poderosa sulle spalle ogni volta che apre bocca, è la salsiccia che cuoce lentamente assorbendo i sapori delle verdure e insaporendole a sua volta… Poi, contento di sapere che a cena ci saranno due bocche in meno da sfamare, il signor Minghetti ci congeda per tornare ad occuparsi della sua fumante creatura….

Alla fine, come potrete immaginare, al ristorante non ci siamo andati. La dolce metà non poteva proprio perdersi il friggione di suo padre, che a quanto pare era più appetitoso del solito. Così buono e speciale che anche oggi, a distanza di quasi 10 anni, tutte le volte che lo preparo, ripensando con estremo divertimento all’episodio descritto e alla faccia della dolce metà rossa come un peperone mentre lo mangiava di gusto, non posso fare a meno di pensare che una questione ancora mi perplime: Signor Minghetti, lei è davvero un genio in cucina e la ringrazio per aver speso parte del suo tempo illustrandomi la sua segretissima ricetta, però ora, ci stiamo ancora ponendo un quesito vitale, ma lei nel friggione è proprio sicuro di averci messo una sola bottiglia di vino????

Diminuita la parte alcolica, ecco il friggione di mio suocero, quello con la salsiccia in umido anche se la ricetta originale depositata, di cui vi avevo accennato qui quando vi ho proposto il gateau di patate, non la prevede proprio (non prevede nemmeno il vino), ma è inutile ribadire che come tutti i piatti della tradizione ogni famiglia, nonna o suocero, ha la sua personale e infallibile ricetta!

FRIGGIONE CON SALSICCIA IN UMIDO DI MIO SUOCERO

Ingredienti per 3 persone circa

300 gr di pomodori pelati san Marzano
3 foglie di salvia
3 cucchiai rasi di zucchero semolato
3 cucchiai abbondanti di olio evo
2 cipolle tonde bionde di grandi dimensioni
3 pomodori rossi maturi e succosi sbollentati e privati della pelle
1 spicchio di aglio pulito e privato dell’anima
1 scalogno
1/4 di bicchiere di vino rosso (si può omettere o aggiungerne in dosi più limitate)

pepe nero in grani da macinare al momento
sale q.b

Lava e pulisci le cipolle e lo scalogno. Tagliali a fette sottilissime e trasferiscili in una casseruola capiente con il fondo antiaderente insieme allo spicchio di aglio tagliatio finemente a fettine. Cospargi le verdure con lo zucchero e senza mescolare fai caramellare.

Dopo circa 3 minuti aggiungi un bicchiere di acqua mescola la cipolla con un cucchiaio di legno e copri la casseruola con il coperchio. Continua la cottura per una quindicina di minuti a fuoco dolce. Controlla che le cipolle non si attacchino ed eventualmente aggiungi altra acqua, anche se non dovrebbe essercene bisogno poiché la cipolla in fase di cottura rilascerà i suoi liquidi. Nel frattempo affetta finemente i pomodori e, appena le cipolle saranno tenere e trasparenti, uniscili nella casseruola. Mescola bene, regola di sale, pepe e aggiungi qualche foglia di salvia spezzettata. Copri nuovamente con il coperchio e cuoci per altri 3 minuti sempre a fiamma bassa. Unisci poi i pomodori pelati San Marzano frantumandoli grossolanamente con le mani e diluisci con un po’ di acqua.

Prosegui la cottura per 5/6 minuti poi aggiungi le salsicce tagliate a metà. Irrora il tutto con il vino e alza al massimo la fiamma fino a quando la parte alcolica non sarà evaporata completamente. A questo punto unisci l’olio di oliva. Abbassa al minimo la fiamma, copri la casseruola con il coperchio e fai cuocere fino a quando il sugo non si sarà addensato e la salsiccia non sarà ben cotta.

Servi il friggione  ben caldo con pane tostato o una focaccia morbida e rustica per fare la scarpetta! Io ho accompagnato il friggione con questa focaccia morbida semi integrale che avevo preparato qualche giorno fa! Ve la ricordate? La ricetta la potete trovare qui.

NB: il friggione, come da tradizione, può essere preparato senza l’aggiunta della salsiccia, diventando così, se si utilizza l’olio di oliva, un  ottimo piatto vegeteriano. Mia nonna lo preparava esattamente come ve l’ho proposto io, ma senza salsiccia, e per una volta è bello pensare che questa ricetta unisce due famiglie, la mia e quella della dolce metà, che con nostro grande dispiacere, non hanno proprio nulla da spartire, tanto che ci tocca passare sempre tutte le ricorrenze e le festività, divisi uno da una parte e uno dall’altra per non fare torti a nessuno. Ecco, forse in nome di un friggione le nostre famiglie potrebbero finalmente riuscire a riunirsi insieme intorno allo stesso tavolo senza prendersi/prenderci a mazzate! Sarebbero troppo impegnati a mangiare per farlo!

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4 pensieri su “Pensieri fuori dal coro: friggione con salsiccia in umido, dalla fucina di mio suocero

  1. giovanna ha detto:

    Mai mangiato, ma si può fare, naturalmente con la salsiccia!! per l’amore verso i figli si dovrebbero mettere da parte tante cose che dividono e trovare nell’amore un punto di unione,è triste passare le festività separate, scusami ma dico sempre quello che penso.Un abbraccio

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    • Mile81 ha detto:

      Cara Giovanna non smettere mai di dire le cose che pensi!!! Personalmente amo questa qualità… e sottolineo qualità (poco apprezzata da alcuni…). E poi credo sia giusto nelle dovute maniere poter esprimere sempre il proprio punto di vista! SI è brutto passare le vacanze separati. Purtroppo le nostre famiglie non si trovano proprio… Da un lato quasi quasi preferirei vederli litigare perchè ignorarsi quindi “negarsi” è ancora peggio. IL friggione provalo vedrai non te ne pentirai proprio!!! Grazie mille GIovanna e buona serata

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