Pensieri fuori dal coro:torta di cavoli colorati alle erbe aromatiche

Mio padre, di fronte ad una torta salata di cavoli colorati, mi racconta ridendo il suo ricordo ancora vivo di una conversazione tra noi due quando io all’età di 5 anni gli posi la fatidica domanda “Papà, ma da dove nascono i bambini?

Dopo un primo momento di imbarazzo generale, quello che feci, mi spiega, fu di avvicinarmi delicatamente alla verità. Una verità velata, ma reale, una metafora:
quando due persone si amano da quel forte sentimento che provano l’uno per l’altro possono nascere i bambini che sono il frutto dell’unione tra una mamma e un papà
Ecco, allora sono un frutto, nascono da un seme vero?
Esatto Milena, da un seme
Si, la nonna me lo aveva detto che nascevano sotto un cavolo, ma il seme quindi dove si trova?
Cavolo? no il seme si trova nella pancia della mamma, che come la terra lo farà crescere. Sotto la terra cresce altro, i bambini però quelli no“.
Papino, adesso ho capito, ma i cavoli preferisco non mangiarli più!

Rido come una matta, i cavoli sono una delle mie verdure preferite. Mia mamma cucinava quello cappuccio al vapore con un pizzico di pepe e curry ed io lo adoravo. Oggi, lo mangio al forno, arrostito, appena scottato, quello viola e il cavolo romano non mancano mai sulla mia tavola quando la stagione lo consente.

Ora che ci penso, Cavolo! questo ortaggio e il racconto di mio padre, ruotano intorno ad un tema che, in questo periodo della mia vita, mi perseguita straziandomi l’animo: nascita, figli, concepimento. E qui sono cavoli amari, almeno per la sotto scritta….Sorvoliamo. Torniamo a noi, al legame tra i cavoli e il sorgere di una nuova vita: così come un tempo si utilizzava la metafora della cicogna che volando portava in dono il nasciturno, esiste un’antica leggenda europea che narra invece di come i bambini nascano sotto un cavolo cappuccio. Le sue origini sono infatti legate al lavoro che le donne contadine, dette “levatrici” svolgevano nei campi quando, per raccogliere i cavoli, ne recidevano la radice, che metaforicamente rappresenta il cordone ombelicale con la terra, madre della vita.

Mentre si insinua in me l’idea di partire in cerca di cavoli, nella speranza magari di porre così fine alla mia sofferenza, non mi resta che lasciarvi la ricetta di questa buonissima torta del cavolo! Bianco, romano, viola poi qualche broccolo, tanto formaggio per il ripieno ed erbette per aromatizzare un guscio di frolla che in cottura si trasformerà in una sorta di pasta sfoglia gonfia, friabile e profumata. La ricetta prende ispirazione da quella delle Sorelle Simili, mitiche panificatrici e ottime cuoche bolognesi. Ora direi che … sono tutti cavoli vostri, tanto per rimanere in tema!!! 🙂

TORTA DI CAVOLI COLORATI ALLE ERBE AROMATICHE

Per una teglia da 24 cm
Frolla
350 gr di farina 0
150 gr di burro
110/120 gr di acqua minerale a temperatura ambiente
1 cucchiaino di basilico tritato
1 cucchiaino di timo essiccato
1 cucchiaino di menta secca
1 cucchiaino di rosmarino fresco tritato
1 cucchiaino di origano secco
sale e pepe q.b.

Ripieno
350 gr cimette di cavoli misti: bianco, romano, viola e qualche broccolo
250 gr di latte caldo
40 gr di burro
40 gr di farina
3 uova 

120/150 gr formaggio misto grattugiato: emmental, fontal, grana padano
Noce moscata grattata al momento, sale e pepe q.b.

Per la frolla: in una ciotola versa nell’ordine gli ingredienti. Lavorali con il frullino elettrico al minimo. Continuare fino a quando le briciole si compatteranno staccandosi dalle pareti della ciotola. Lavorarlo il meno possibile.  Stendilo grossolanamente tra due fogli di carta forno e trasferiscilo in frigo per almeno 1 ora.

15 minuti prima che la pasta sia pronta accendi il forno a 190° C.

Per il ripieno: in un pentolino dal fondo spesso sciogli il burro. Fuori dal fuoco aggiungi in solo colpo la farina mescolando con una frusta. Rimettilo sul fuoco e versa a filo il latte caldo. Continua a mescolare con la frusta e cuoci a fuoco lento finché non addensa. Togli dal fuoco, profuma con la noce moscata, regola di sale e pepe, poi unisci i formaggi grattugiati. Mescola con un cucchiaio di legno fino a quando non si saranno sciolti poi aggiungi le uova, una per volta, mescolando con vigore per incorporarle. Lascia intiepidire

Dividi l’impasto in due porzioni, rispettivamente di 400 gr e 200 gr. Tira sottilmente la prima e fodera la tortiera precedentemente imburrata. Versa all’interno la besciamella e disponi le inflorescenze di cavolfiore distribuendole nel composto e spingendole un po’ verso il fondo. Livella con la spatola.

Stendi tra due fogli di carta forno la seconda porzione di pasta. Coppola con uno stampino dentellato (in questo caso quadrato) formando tanti quadratini. Disponi i ritagli di pasta sul ripieno partendo dai bordi sovrapponendoli leggermente. Spennella la torta con un uovo sbattuto insieme ad un cucchiaio di latte.

Inforna a 190° C. per 20 minuti. Copri la superficie con carta stagnola per evitare che colorisca troppo e prosegui la cottura fino a a doratura. Sforna, fai intiepidire poi togli la torta dallo stampo. Buon appetito!!!

PS: come suggerisce il mio caro papà per arricchire la mia versione vegetariana nel ripieno via libera a salsiccia, cubetti di prosciutto e affini…

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7 pensieri su “Pensieri fuori dal coro:torta di cavoli colorati alle erbe aromatiche

  1. chicchidimela ha detto:

    Mi piace quando attraverso un piatto ed i suoi ingredienti vengono fuori pezzi di noi. Mi piace questa velata capacità di aprirsi poco per volta, regalando a noi la possibilità di condividere e raccogliere questo tuo ricordo. Piccoli tasselli che poco per volta si aggiungono. Come quelli che tu hai scelto per decorare la tua torta salata, che adoro!
    Buona domenica :))

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    • Mile81 ha detto:

      Grazie che belle parole. Mi trovo molto in quello che hai scritto: ogni tassello un pnsiero, un ricordo e sono felice sapendo che questa torta trasmette un po’ del mio piccolo mondo! Buona notte, un saluto caro.

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  2. giovanna ha detto:

    Non sei solo la regina dei dolci ma anche quella delle torte salata, con i cavoli mi inviti a nozze, sulla mia tavola in questa stagione non mancano mai di qualsiasi tipo, stavo pensando di fare un intreccio ma un pò diverso, questo è molto più semplice mi sa che copierò tutto completamente,Complimenti per il bellissimo post, sei molto brava, questi ricordi di bambina sono molto belli mi hai fatto pensare a mia figlia che faceva spesso di queste domande anche ad amici di famiglia mettendoli a volte in difficoltà.

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    • Mile81 ha detto:

      Giovanna grazie, sei troppo buona!!! Specie sono felice che apprezzi questi miei piccoli pensieri… Diciamo che scriverli é terapeutico in un certo senso!!! Mi immagino le espressioni dei tuoi ospiti difronte alle domande di tua figlia!!!! I cavoli io li adoro ne mangio a valanghe. Dovesse non piacerti la colpa é delle sorelle simili!!! Scherzo, vedrai sarà buonissima. L’impasto del guscio é diventato il mio preferito sembra davvero simile alla pasta sfoglia!!! Fammi sapere se ti piace é una torta corposa, profumata e ricca e anche da sola sazia. Buon appetito e un saluto caro!!!

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