L’orco e il dentista

Jean-François Dumont,
Ed. Clichy 2014, 32 p.
Illustrato
Età di lettura: a partire dai 5 anni, scuole primarie

Un orco affamato in cerca di bambini e giovanotti teneri e succulenti da mettere sotto i denti, stanco di nutrirsi di vecchietti ossuti e duri come le suole delle scarpe, un giorno, girovagando tra le case del paesino ormai decimato dalla sua ingordigia, si imbatte per caso in una preda perfetta: un ometto con un buffo cappello a cilindro che a quanto pare è appena giunto in città per aprire uno studio dentistico. All’orco affamato e ormai smagrito per il prolungato digiuno non pare vero.

Afferrato l’ometto per il collo, lo infila in un sacco e una volta giunto a casa si prepara per mangiarselo in un solo boccone. Ma gli eventi però, proprio sul più bello, prendono una piega inaspettata.

Il malcapitato dentista, che sa il fatto suo, furbamente riesce a convincere il terribile orco di aver bisogno di urgenti cure dentistiche per risanare carie e denti storti. Lo ispeziona per bene, gli mostra quello che non va e gli propone un appuntamento nel suo nuovo studio per montare un bell’apparecchio. Con un po’ di pazienza e tanta igiene orale, l’orco potrà tornare a mangiare carne succulenta senza rischiare di perdere i denti.

Il furbo dentista insomma ha escogitato un bel piano per tenere a freno le mascelle del povero orco e trascorsi diversi mesi, lo invita a resistere e proseguire la cura per migliorare ulteriormente il suo già bellissimo sorriso. Il dentista prende tempo, rimanda di mese in mese, propone nuovi controlli, mentre l’orco un po’ ingenuo sembra seriamente intenzionato ad andare fino in fondo, impegnandosi al massimo per seguire tutte le indicazioni impartite del dottore.

E così un anno dopo, una volta rimosso l’apparecchio, il periodo di cura lascia il posto a quello di prevenzione. Per tenere sani e brillanti denti e gengive il dottore consiglia all’orco, nuovamente pronto a divorarselo, di rivedere completamente le sue abitudini alimentari. Per avere denti dritti la carne è abolita e così anche ossi ed ossicini vari.

All’orco non resta quindi nient’altro da fare che consolarsi cucinando verdure: lesse, sfornati e torte salate, insalate di porri e carote, zuppe di cavolfiore e souffle di piselli. Ne cucina così tante da regalarne un po’ anche ai vicini che inizialmente impauriti, restano stupiti da tanta bontà.

Insomma, cucinare verdure gli riesce così bene che alla fine l’orco ormai vegeteriano, supportato da tutto il vicinato, apre una bella trattoria. Ed è proprio qui che dopo aver scoperto di essere stato imbrogliato dal dentista, anche lui cliente abituale del locale, decide di vendicarsi facendogliela pagare….Ma non vi preoccupate, niente carneficine, il nostro orco ha in serbo ben altra punizione per lui…

La trama è la solita storia, qualcuno vuole mangiare qualcun’altro che però scaltramente con trucchi e stratagemmi riesce a mettersi in salvo la vita innescando nel carnefice una serie di cambiamenti che lo condurranno alla fine  a migliorare, ritrovare se stesso o comunque vivere una vita diversa. Una storia simile l’abbiamo trovata anche qui nell’albo La cena di Natale (per altro dello stesso editore). Tuttavia, si tratta di una lettura piacevole, divertente e scorrevole con grandi illustrazioni curate dai toni seppia, arancio e verde bottiglia su pagine opache (Dentista, cibo, cucina vegetariana, trattoria, come potevo ignorare questo libro?!!!).

Il testo è più lungo e corposo rispetto a quello sintetico e “condensato” che di solito caratterizza gli albi illustrati e proprio per questo, a mio avviso, è sicuramente più adatto ai bambini delle scuole primarie, magari quelli di seconda già avvezzi alla lettura della scrittura in corsivo, potranno anche leggerlo in autonomia.

L’albo illustrato si presta anche per la lettura ad alta voce, per una lettura leggera e piacevole, ma anche per affrontare temi diversi come il cibo, i sentimenti, le paure, o per costruire un percorso per incontrare i personaggi delle fiabe classiche all’interno di nuove storie. Buona lettura a tutti, io corro a lavarmi i denti che non si sa mai!

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2 pensieri su “L’orco e il dentista

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