Pensieri fuori dal coro: rigatoni al sugo di verdure e guanciale con cialde di pecorino

Nel fiato di marzo la neve diventa ruscello che ha fretta e tutta la terra ne beve per fare più fresca l’erbetta che trema per nulla, stupita, che sia così bella la vita.
(Renzo Pezzani)

A marzo con i primi raggi di sole mi riaffaccio alla vita, come una lucertola sbuco dal mia tana per crogiolarmi nel tepore di una nascente primavera. Sotto ad un cielo terso e turchino attraverso leggera i portici in penombra e i sentieri verdi di una Bologna illuminata di colori. Anche la notte sembra più vera, più viva e vibrante. Non sarà forse un caso  che nel mese in cui la vita ricomincia a pulsare, nella mia famiglia si celebra la nascita di tre donne speciali, tre mamme, la mia, quella di mia madre e quella della dolce metà.
Il principio, la nascita, la terra, marzo è anche il mese ideale per tornare ad occuparsi dell’orto dedicandosi alla semina e alla coltivazione di tante verdure, erbe e frutti: aglio, angurie, asparagi, barbabietole, basilico, bieta, fave, cipolle, melanzane, melone, cavolo, piselli, topinambur, sono solo alcuni di una lunga lista.
Così lentamente anche io, dopo tanti lutti e altrettanta sofferenza di questi ultimi mesi, provo a rinascere grazie alla terra, con cautela, ricostruendo la mia piccola e consueta serra da terrazzo. Mentre in assenza di un degno pollice verde fin dal principio incrocio le dita e spero, fortunatamente mio suocero, molto più avvezzo della sottoscritta, ha pensato bene di farmi coraggio regalandomi due carote e 1 cipolla provenienti dal suo piccolo orto, le uniche sopravvissute ad un saccheggio completo da parte di ignoti, ma non troppo, che hanno ben pensato di sottrarre insieme a carciofi, bietole e altre verdure gustose anche sedie, tavolino in plastica e strumenti da giardinaggio, custoditi nel box condiviso.

Episodi del genere lasciano l’amaro in bocca, sopratutto se si pensa che per qualcuno, suocero o meno, quell’orto rappresenta una delle principali fonti di sostentamento, se non l’unica. Meglio voltare pagina, non sprecare parole, considerarla una bravata e guardare oltre. Episodi analoghi inevitabilmente accadono ma se non altro sono compensati dai tanti progetti fruttuosi e dalle esperienze socio educative, promosse dal Comune di Bologna e dalla Provincia, da enti privati e associazioni, che ruotano attorno all’orto come spazio per apprendere, incontrarsi, condividere, ma anche per riscoprire valori e lavori antichi ormai dimenticati; orti come culture e filosofia di vita:
ci sono quelli sociosanitari (qui un breve articolo del 2015 che racconta il progetto bolognese di ortoterapia, promosso dalla Lilt), quelli urbani (qui sul sito della Regione Emilia Romagna il video “Coltivare culture” racconta la vita negli orti di Bologna), orti di pace e di convivenza (www.ortidipace.org), orti didattici e progetti legati alla natura, orti veri o di cartone nelle biblioteche e nelle scuole (qui un percorso bibliografico con libri video risorse on line sul tema dell’outdoor education con una sezione dedicata ad orti e giardini, realizzato da noi operatori del centro Interculturale ed educativo nel quale lavoro. “Ort’Attack” invece è una bibliografia sull’orto redatta da una delle tante biblioteche di Bologna) e poi tantissimi materiali dedicati, nuovi prodotti editoriali tra i quali romanzi, racconti e albi illustrati per avvicinare e coinvolgere direttamente anche bambini e ragazzi come ad esempio, il mio preferito, “La vita segreta dell’orto” un racconto divulgativo con bellissime illustrazioni e informazioni sulla crescita delle piante e la coltivazione della terra, che il giovane lettore potrà apprendere attraverso la storia della piccola Sofia in vacanza nella casa dei nonni. Alla fine del testo consigli e indicazioni per costruirne uno in terrazzo….

Insomma Orti da progettare, far (ri)nascere, curare e condividere, perchè infondo un orto può anche cambiare per sempre la vita di chi lo coltiva o di chi ci prova… Come mio suocere, che aveva trovato nell’orto la sua isola felice, un luogo in cui sentirsi utile e fiero, per riscattarsi e arrivare a fine mese!
Per aiutarlo a riprendersi da questa disavventura e rammentargli quanto sia bello e gustoso mettere a tavola il frutto del proprio lavoro, nel mio piccolo, ho provato a far onore a quelle uniche verdure scampate allo scempio. Carote e cipolle sono così finite, insieme a sedano, zucchine ed erbe aromatiche in un sugo arricchito da guanciale croccante saltato in padella e cialde di pecorino (di solito le preparo con il parmigiano, ma dopo aver visto quelle di Giovanna, mi è venuta una gran voglia di provarle così!). E dire che inizialmente, prima di tutta questa storia, non avevo nemmeno voglia di cucinare. Ma poi ho pensato che sarebbero state perfette per condire un piatto di pasta fumante in puro stile Minghetti, per tirarlo su di morale! Missione compiuta 🙂

RIGATONI AL SUGO DI VERDURE E GUANCIALE CON CIALDE DI PECORINO

Ingredienti per due persone di buon appetito
220 gr circa di rigatoni (o altra pasta a scelta)
90 gr di guanciale tagliato finemente a dadini
mezza carota
1 cipolla
1 costa lunga di sedano tenero
1 zucchina romana
2 pomodori da sugo (o pelati)
passata di pomodoro 4 -5 cucchiai circa
1 spicchio di aglio pulito e schiacciato
qualche foglia di basilico fresco
qualche goccia di olio evo
una goccia di vino bianco fermo
un cucchiaio di pecorino grattugiato
sale e pepe q.b.

Per le cialde
30/40 gr di pecorino grattugiato

Lava e asciuga tutte le verdure. Taglia a cubetti fini il guanciale e tieni da parte. Trita finemente anche carota, sedano e cipolla. Trasferiscile in una casseruola con l’aglio schiacciato e cuoci con un bicchiere scarso di acqua fino a quando non saranno cotte a puntino. Devono rimanere sode e integre. Trita le zucchine e uniscile alle altre verdure. In una padellina con il fondo antiaderente salta il guanciale fino a quando non sarà croccante. Sfumalo con un goccio di vino e, una volta evaporata la parte alcolica, versalo nella casseruola, insieme alla parte grassa che avrà rilasciato nella padella. Mescola tutto, elimina l’aglio e dopo qualche minuto unisci i pelati frantumati con le mani, la passata di passata di pomodoro e qualche fogliolina di basilico. Regola di sale e pepe, infine aggiungi un goccio di acqua e continua la cottura fino a quando il sugo non si sarà ristretto e addensato.

Nel frattempo cuoci la pasta in acqua salata in ebollizione. Mentre cuoce metti sul fuoco a fiamma bassa una padellina piatta antiaderente di 10 cm di diametro. Quando è calda versa il pecorino ricoprendo bene il fondo e  fai una leggera pressione con il dorso del cucchiaio per appiattirla. Attendi qualche minuto poi una volta che il formaggio si sarà sciolto dorandosi, aiutandoti con una spatola sollevala delicatamente la cialda dalla padella. Attenzione sarà morbida e rovente. Se si compie questa operazione con poca attenzione, la cialda potrebbe bucarsi e perdere la forma. Avvolgila subito su stessa per curvarla e attendi che si raffreddi completamente.

Prima di scolare la pasta tieni da parte una mezza tazzina di acqua di cottura. Scola i rigatoni, condiscili con il sugo, qualche cucchiaio di acqua di cottura per mantecare, un cucchiaio di pecorino grattugiato e qualche goccia di olio evo. Servi con due o tre frammenti di cialda di pecorino e una fogliolina di basilico fresco. Buon appetito!

NOTE: Anche il giorno dopo, riscaldati, non sono niente male! Il pecorino può essere sostituito con grana o parmigiano.

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11 pensieri su “Pensieri fuori dal coro: rigatoni al sugo di verdure e guanciale con cialde di pecorino

  1. milesweetdiary ha detto:

    Bellissimo il modo in cui hai onorato il mese della “rinascita” e le verdure superstiti. Un modo gentile e alto per guardare oltre e cercar di non curarsi di chi quello scempio lo ha compiuto.
    Un augurio alle 3 donne importanti e mamme!

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    • Mile81 ha detto:

      Grazie mille! Non sapevo cosa fare ma poi ho pensato che magari sentendo quanto sono buone le sue verdure gli sarebbe tornato il buon umore… Povero ero un po’ demotivato… Spero riprenda il lavoro nell orto ma é tutto da rifare. Mi ha detto che hanno tagliato via i germogli e le piantine qundi non ricresceranno più. Dovrá estirpare ciò che é rimasto. Un bacio e grazie come sempre per la tua preziosa visita!

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  2. chicchidimela ha detto:

    Trovo sia uno dei mesi più belli Marzo. Forse per quella sua timidezza che quasi lascia sbigottiti. Per quel suo aprir(si)e, ma senza mai darsi del tutto. Si scorge piano la sua bellezza e passa attraverso i nostri occhi, solo a noi spetta la maniera di scorgerla.
    Auguri alle donne della tua famiglia che tendono questo mese e questa (velata) primavera speciale.
    Così come lo è il tuo piatto. Semplice, ma che arriva dal cuore.

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  3. giovanna ha detto:

    Anche io faccio parte di quelle donne.Sorvolo sui vandali c sono dappertutto, anche io mangerei volentieri qul bel piatto di pasta, grazie per aver provato le mie cialde e per la citazione.Un abbraccio, buon pomeriggio.

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