Calendario del cibo italiano: paste di mandorla siciliane

“Le scatole di paste di mandorle sono uno tra i più tradizionali cadeaux che viaggiano tra la Sicilia e il continente; è quasi impossibile partire dall’isola, e sopratutto dalla costa orientale, senza averne un pacchetto sottobraccio” (La cucina Siciliana, Ed. Guido Tommasi, p. 130)

In occasione della Giornata nazionale delle paste di mandorla, per il Calendario del cibo italiano, ecco una semplice variante di questi morbidi dolcetti siciliani tradizionali, oggi diffusi e apprezzati in tutto il mondo.
Pur non essendoci fonti certe, questi antichissimi dolci, le cui origini sembrano risalite tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII secolo, nacquero all’interno dei conventi dove le suore, che erano solite lavorare i prodotti della terra, confezionavano dolcetti di marzapane a forma di frutti con la pasta di mandorle “reale”, così denominata poiché veniva offerta in dono come segno di benvenuto alle persone di rilievo che si recavano in visita ai conventi. Nel tempo fu poi impiegata per confezionare biscotti, in particolare in occasione di alcune ricorrenze tra le quali il 2 novembre, giornata dedicata alla celebrazione dei defunti (i dolcetti che tutti conosciamo come fave dei morti).

La ricetta per realizzarle è semplicissima e richiede pochi ma ottimi prodotti di qualità: mandorle, albumi, zucchero (e miele), vaniglia o scorza di limone. Per decorarli frutta candita o una semplice spolverata di zucchero a velo.

PASTE DI MANDORLA SICILIANE
(ricetta liberamente tratta e riadattata da
“La cucina siciliana”, Ed. Guido Tommasi, pag. 130)

albume di un uovo piccolo
100 gr di zucchero semolato
100 gr di mandorle con la pellicina
10 gr di farina
polpa di una stecca di vaniglia (mia aggiunta)
3 cucchiai di zucchero a velo + quello per lo spolvero

Accendi il forno a 180°C. Sbollenta le mandorle in acqua bollente per pochi minuti. Scolale, sbucciale ancora calde strofinandole con un panno umido poi, una volta rimossa completamente la pellicina, asciugale con un canovaccio pulito. Trasferiscile nel mixer insieme a zucchero semolato, albume, polpa di vaniglia e farina. Frulla tutto fino ad ottenere un composto pastoso. Trasferiscilo sul piano di lavoro spolverato con 3 cucchiai di zucchero a velo e prelevando delle piccole porzioni di pasta di circa 20 gr l’una forma dei bastoncini di 8/9 cm di lunghezza. Se lo desideri, puoi confezionarli anche più piccoli formando delle palline di 10/12 gr l’una.
Piega con delicatezza ogni bastoncino formando delle “S” e disponi quindi i biscotti su una teglia foderata di carta forno.

aaa

Inforna per qualche minuto. I biscotti dovranno solo leggermente colorirsi lungo i  bordi. Sforna fai raffreddare completamente poi spolverali di zucchero a velo.

Le paste di mandorla si mantengo fragranti e morbide chiuse in una scatola di latta. Buon Appetito!

Mi raccomando se volete scoprire altre golose ricette e varianti di questi dolcetti, fate un giro anche qui, sulla pagina facebook del Calendario del cibo italiano!

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37 pensieri su “Calendario del cibo italiano: paste di mandorla siciliane

    • Mile81 ha detto:

      Ciao, purtroppo non saprei dirti con esattezza se con la panela si può ottenere lo stesso risultato. Questo tipo di zucchero se non erro è pastoso (o sbaglio?) e probabilmente potrebbe andare per le paste di mandorle… La consistenza finale di questi dolcetti assomiglia molto a quella del marzapane. Potresti provare facendo attenzione alla cottura. Non vorrei che “caramellasse” in forno… Ma la cottura è veloce quindi non dovrebbe succedere nulla. Però non avendo mai provato non ne ho la certezza. Se le fai fammi sapere come vengono!!!

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  1. alessandra ha detto:

    Vederli e pensare a Erice è stato tutt’uno…. Grazie anche per il “passo passo”, che fa sembrare alla portata di tutti quello che proprio facilissimo non è. Ma tu fai magie coi dolci e non fai eccezione nemmeno questa volta

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    • Mile81 ha detto:

      Che carina Alessandra grazie davvero! I dolci in effetti sono la mia passione in cucina. Grazie al calendario del cibo sto scoprendo davvero un infinità di cose che ignoravo e penso che ci vorrebbe una seconda vita per poterle provare tutte e visitare i posti in cui sono nati certi piatti! Un saluto e buona serata! 🙂

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    • Mile81 ha detto:

      Si sono una specie di marzapane. In questa forma anche io non li conoscevo. Li ho sempre visti tonfi con al centro la frutta candita. Li ho voluti provare e la ricetta é la migliore che fino ad oggi ho provato. Lo zucchero a velo ci sta benissimo secondo me. Un bacione, qui diluvia e tuona!

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      • giovanna ha detto:

        Qui giornata di cado, si conosco bene il sapore dei dolci di mandorla, non li preparo mai perchè sono una gran tentazione, sono forse i miei preferiti, qui sia panifici che pasticcerie hanno questi dolci tutto l’anno oltre a quelli tondi con ciliegia o mandorla c’è ne sono tipo a forma di esse però sempicemente pizzicata ai lati.Abbiamo Erice famosa x quete prelibatezze dove una volta c’erano le monache ce le preparavono, ora soltanto tante pasticcerie.

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      • Mile81 ha detto:

        Che meraviglia!!! Posso solo immaginare quanto siano buoni! E dire che sono davvero semplici ma di una bontá unica. Nelle tue zone ci sono dei prodotti ottimi per non parlare dei dolci, uno più buono dell’altro! Buon fine settimana Giovanna. Oggi mi sino svagliata tardissimo ma finalmente anche qui c’é il sole!

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  2. unaromagnolaincucina ha detto:

    Ma che meraviglia! Sono ️Deliziosi questi dolci siciliani, ne ho assaggiati di tutti i tipi e forme tantissimi anni fa. Lavoravo in un’azienda che produceva centraline per effetti luminosi e il nostro rivenditore siciliano ci omaggiava spesso dei dolci “siculi”…. sono veramente buoni 😍😍

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    • Mile81 ha detto:

      Grazie mille! Caspita, immagino che bontà quelli che vi regalava il vostro rivenditore! Non so se quelli fatti in casa qui possono essere altezza. A noi piacciono molto anche quelli acquistati in pasticceria, ma non abbiamo mai mangiato purtroppo gli originali! Quelli che mangiavi erano aromatizzati alla vaniglia o al limone? Te lo chiedo perchè ci sono varie scuole di pensiero. 🙂

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