Calendario del cibo italiano: Rozata, un dolce croato al liquore di rosa

Rozata 1

In casa ho un quaderno in cui periodicamente scrivo i luoghi e i Paesi che prima o poi nella mia vita mi piacerebbe visitare. Ma visto che puntualmente con l’arrivo delle ferie capita sempre qualcosa per cui non posso realizzare i miei viaggi, la lista delle mie mete preferite si allunga sempre di più di anno in anno. Pazienza, si vede che non sono destinata a viaggiare. Spero verranno periodi migliori.
Nonostante questo, continuo ad annotare informazioni e possibili itinerari. Tra questi, in cima alla lista, si trova la Croazia.
Nel 2011 l’idea era quella di arrivarci in macchina passando per Trieste, poi oltre il confine della Slovenia, per giungere infine allisola Krk. Da qui, dopo una sosta prolungata di diversi giorni in tenda, proseguire verso la Dalmazia, ultima destinazione Dubrovnik, porto turistico e centro della contea di Dubrovnik-Neretva.
cartina itinerario

Si trattava di un  bel viaggiatto, ma in quel periodo avevamo tempo e modo di farlo.
Ma il caso volle che l’azienda di Manuel gli chiese di posticipare le ferie per concludere alcuni cantieri urgenti. Il viaggio saltò. L’anno seguente ci riprovai.
Il 2012 però fu un anno abbastanza travagliato. Non avevamo un soldo e i miei problemi con i denti mi costrinsero ad investire gli ultimi risparmi per pagare il dentista che ancora oggi devasta il mio portafoglio rovinando i miei sogni turistici.
Non mi resta che godere delle foto del web e delle guide turistiche che ritraggono i meravigliosi paesaggi croati pieni di natura e di colori, dove il cielo turchino e il mare cristallino si fondono insieme sulla linea dell’orizzonte, mescolandosi a punti di verde e sprazzi di senape sullo sfondo.

Rozata 9La Croazia con quel sapore mediterraneo mi piace perchè non solo è perfetta per godere del mare e di stupenti itinerari naturali, ma è anche un paese denso di cultura con i suoi borghi antichi, le città d’arte, i monasteri e i caratteristici paesini sul mare dei pescatori. Anche la cucina locale, una commistione di influenze storico e geografiche differenti, trovo che sia interessante e stimolante. Mi piacerebbe assaggiare i piatti a base di pesce, l’agnello cotto sotto la cenere e i dolci, alcuni dei quali da quello che so, in parte risento dell’influsso austro-ungarico.
Dubrovnik, in particolare, la città d’arte che doveva essere l’ultima tappa del nostro utopico viaggio, è famosa per la Rozata (Rožatarozada, o rožada) una sorta di creme caramel, che prende il nome dal liquore alla rosa con il quale viene profumato. E’ una ricetta della tradizione che si caratterizza per questa particolare essenza fiorita, oggi spesso sostituita da altri liquori e aromi.

Rozata 6Visto che tanto la Croazia non credo proprio che riuscirò a visitarla a breve, ho deciso di togliermi qualche sfizio preparando in casa la Rozata grazie a Marina, che mi ha donato la ricetta tradizionale di una sua cara amica, spiegandomi che in Dalmazia quasi tutti la preparano più o meno così.
Insieme a questo dolce, nella giornata nazionale dedicata al latte alla portoghese, sul sito del Calendario del cibo italiano troverete anche tanti altri dessert a tema raccolti nella rubrica “La voce degli altri“, uno spazio in cui scoprire ricette e sapori fuori dai nostri confini italiani.

ROZATA, UN DOLCE CROATO AL LIQUORE DI ROSA

Rozata 45 uova
10 cucchiai di zucchero
4 dl di latte
1 cucchiai di liquore di rosa (acqua di rosa o altro liquore)
La buccia di di 1 limone non trattato

In un pentolino scaldare il latte senza farlo bollire. In una ciotola montare le uova con le zucchero aggiungendolo qualche cucchiaio alla volta, mescolando con la frusta a mano senza creare schiuma. Mescolando con il cucchiaio, aggiungere alla montata di uova il latte caldo, il liquore e la buccia di 1 limone.
Scaldare il forno a 150 gradi.
Sciogliere 5 cucchiai di zucchero in una casseruola dal fondo spesso. Senza toccarlo, ma roteando semplicemente la casseruola, lasciarlo caramellare fino ad ottenere un caramello biondo. Versarlo immediatamente in uno stampo pirex (andrà benissimo anche quello per fare il Sartù o per altri budini) ricoprendo completamente il fondo. Attendere che il caramello sia completamente freddo poi versare nello stampo il composto di uova e latte preparato in precedenza.  Chiudere con il coperchio e infornare per 20/30 minuti. Prima dello scadere dei 30 minuti preparate un recipiente per il bagnomaria dove metterete l’acqua calda. Mettete lo stampo con la rozata dentro (attenzione al livello dell’acqua, non deve andare oltre la metà ) togliere il coperchio e cuocere altri 15 minuti. Lasciare raffreddare completamente e trasferire nel frigorifero dove deve stare una notte intera.
Una volta trascorso il tempo necessario ribaltare sul piatto di portata con il suo caramello. Servire a fette.

Rozata 12

NOTE: il liquore alla rosa può essere sostituito con un altro liquore differente. Ma credetemi questo alla rosa conferisce un sapore del tutto particolare, leggero e per nulla stucchevole. In questo caso a seconda di quello utilizzate potrete sostituire anche il caramello con salsa al cioccolato o coulis di frutti di bosco.

Rozata 3

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32 pensieri su “Calendario del cibo italiano: Rozata, un dolce croato al liquore di rosa

  1. infuso di riso ha detto:

    mi piacciono questi tuoi tocchi etnici “esterofili” in cucina, anche perchè il mangiar bene è universale non conosce confini geografici!
    che dolce che sei a scrivere su un quaderno i luoghi che vorresti visitare..
    io nel quaderno ci annoto tanti sogni che vorrei si realizzassero…
    t auguro mile di visitare ogni angolo di mondo che il tuo cuore desidera:)
    un abbraccio
    daniela

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  2. coingour ha detto:

    Mal comune mezzo gaudio, si dice così, no?!? Il dentista ultimamente rovina anche i miei programmi di viaggio. Grazie per avermi portato in Croazia con un dolce che sembra davvero delizioso, da provare!

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  3. giovanna ha detto:

    Vedrai prima o poi riuscirai a viaggiare, almeno te lo auguro di cuore, sono stata in Croazia facendo tutto il percorso da Trieste a Dubrovnich, però raramente assaggio dolci in giro a meno che non mi incuriosiscano molto, non ho assaggiato questo dolce, mi sono dedicata al salato.
    Ha un aspetto proprio velutato.

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    • Mile81 ha detto:

      Che bello Giovanna, deve essere stato stupendo prima o poi spero di riuscirci. Questo è un viaggio che vorrei proprio fare. Hai fatto bene a dedicarti al salato. Ci sono dei piatti che assaggerei subito sopratutto quelli a base di pesce!

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      • Mile81 ha detto:

        Vorrá dire che ci ritroveremo lá!! Per me é uno di quei viaggi che porto nel cuore. Ha un fascino particolare e spero un giorno di poterla conoscere da vicino e di gustarne la cucina sempre facendo i conti con alcune cose che non potrò assaggiare. Quando si hanno pensieri per la testa é difficile godere anche di una vacanza. La testa é sempre da un’altra parte! Capisco perfettamente!

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      • giovanna ha detto:

        Mai dire mai anche se non penso di ritornarci, mio marito vorrebbe vedere altri posti che non abbiamo mai visitato, anche se io non conoscendo ll francese e non riuscendo a impararlo non sono molto propensa, mi piace quando vado in un posto magari saper chiedere un’informazione o ordinare qualcosa al ristorante.

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      • Mile81 ha detto:

        Capisco entrambi. Si fa fatica quando non si parla nemmeno un po’ la lingua del paese in cui si va. E certe volte crea anche problemi! mi ricordo un anno a Lanzarote. Un po’ di inglese io lo parlo ma per noleggiare un auto fu una vera impresa! Per fortuna che anche se non parlo spagnolo, lo capisco benissimo. Almeno quello!

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      • giovanna ha detto:

        Lo spagnolo è più facile quello l’ho imparato un pochino, poi siamo stati diverse volte in Spagna pure mio marito ha cominciato a prenderci gusto, pure il portoghese ho imparato un pò ma il francese proprio non mi riesce.

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    • Mile81 ha detto:

      Giovanna quando ho letto il tuo commento sulla lasagna ero in autobus e mi sono piegata in due dal ridere!!!! Come sempre un pasticcio sul blog. La lasagna in realtà l’ho fatta e mangiata davvero ma non ho mica avuto il tempo di scrivere la ricetta!!! Devo smetterla di preparare delle bozze! Ora l’articolo vuoto e mangiato l’ho cancellato!! 🙂 🙂

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  4. chicchidimela ha detto:

    Io ho l’abitudine di segnare ricette e pensieri sui quaderni. Non ho mai pensato di trascrivere i luoghi che vorrei visitare. Nonostante io adori viaggiare. Il 2017 è stato un anno piuttosto proficuo sotto questo punto di vista. Venezia e la Grecia sono state inaspettate e meravigliosamente belle da vedere.
    Chissà quale altro viaggio mi aspetta…mai demordere, sono certa riuscirai a coronare questo tuo desiderio Mile! Intanto pur non essendoci mai stata posso dirti che questo dolce l’apprezzo molto ❤️ un abbraccio

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    • Mile81 ha detto:

      Grazie mille stellina luminosa, la Grecia non l’ho mai visitata sfortunatamente (anche quella è nel quadernino) mentre venezia si. Ci andavo spesso da bambina con mio padre e mi piaceva perchè aveva un’atmosfera sospesa di altri tempi che mi incuriosiva molto. Ero affascinata da quei bellissimi scorci, le stradine con i ponti, quel su e giù continuo tra terra ferma, traghetti e pontili… e poi anche burano e murano. Il vetro soffiato era la mia passione… Che bei ricordi mi hai fatto tornare in mente! A te cosa è piaciuto di più di Venezia? Un bacio grande e un abbraccio affettuoso.

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  5. Manu ha detto:

    Questo dolce è uno spettacolo, si vede che è vellutato e posso solo immaginare il gusto. Molto intrigante la cottura che penso faccia la differenza sul risultato finale
    Grazie per aver dato voce a questa delizia corta dell’amica di Marina
    Un abbraccio

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  6. Marina ha detto:

    Bellissimo Milena ! Uscito alla perfezione poi. Una delle mie zie che viveva a Spalato lo faceva sempre e mia mamma, da ragazza , ne parla come uno dei suoi dolci preferiti quando andava a trovarla da ragazza. Penso che quello con una spolverata di cioccolata possa essere una variante ma la rozata questa è: il,testimone dei legami con l’Italia, voluti o meno, e sopratutto il,testimoni di un tempo passato perche il liquore di rosa ormai in pochi lo,fanno. Rosa – rozata.

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  7. Aria di Bosco ha detto:

    Già solo l’aspetto la dice lunga sulla sua bontà ! Non vorrei sbagliare, ma proprio a Dubrovnic ho assaggiato qualcosa di simile , ( la forma era quadrata ) è sulla superficie era stato messo un leggerissimo pizzico di polvere di cioccolata fondente….una variante?

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