IL RAFFREDDORE DI AMOS PERBACCO

Erin E. Stead, Philip C. Stead
Babalibri, 2011, 34 p.

Illustrato
Età di lettura: scuola dell’infanzia


A casa in ferie, malata, a letto con l’influenza: naso gocciolante e 37.7 di febbre, brividi e un dolore insopportabile alle ossa… Il mio stato di salute mi ha fatto subito pensare ad un albo illustrato bellissimo, vincitore nel 2010 della Caldecott Medal, le cui illustrazioni sono state realizzate con la tecnica della xilografia, stampa su legno e utilizzo di una limitata gamma di colori ad olio. A Sik Day for Amos McGee, questo il titolo originale del libro, è una storia di amicizia e di solidarietà scritta a due mani da questa meravigliosa coppia: lei Erin, qui al suo primo libro e alla sua prima collaborazione con il marito Philip che ha ideato il racconto appositamente per lei, con l’intento di proporle di collaborare alla progettazione delle illustrazioni.

Il protagonista, Amos Perbacco, era un anziano signore che lavorava come guardiano in uno zoo. Ogni mattina al suono della sveglia indossava l’uniforme stirata, caricava l’orologio e metteva il bollitore sul fornello.
Era un tipo allegro sempre di buon umore e una volta pronto e sazio si dirigeva alla fermata del bus numero 5 per recarsi al lavoro. In perfetto orario scendeva alla fermata dello Zoo e ne varcava il cancello pronto a salutare gli animali che ospitava prima di dedicarsi alle su mille incombenze, intrattenendosi un poco con loro: giocava a scacchi con l’elefante sempre attento e riflessivo prima di fare ogni mossa, faceva una gara di corsa con la tartaruga che stranamente vinceva sempre, sedeva con tranquillità accanto al timido pinguino, prestava il fazzoletto al rinoceronte che aveva sempre la goccia al naso e al tramonto leggeva una storia al gufo che aveva paura del buio. Come tutte le mattine un giorno Amos si svegliò, dondolò come sempre le gambe fuori dal letto pronto per indossare la sua divisa, ma capì subito, dopo una serie di starnuti e brividi, che sarebbe rimasto a casa dal lavoro. Si era preso un bel raffreddore! 
Allo Zoo nel frattempo gli animali, lo aspettavano pazienti. Ognuno cercava di ingannare il tempo come meglio poteva per non pensare all’attesa: l’elefante ordinò e lucidò le pedine, la tartaruga fece un po’ di riscaldamento, il pinguino rimase seduto tutto solo, il rinoceronte si preoccupò per la sua allergia e il gufo rimase seduto in cima ad una pila di libri. Dopo un po’, non vedendo arrivare il loro amico, iniziarono tutti a preoccuparsi e a chiedersi dove potesse essere finito Amos. 
E così quel giorno elefante, pinguino, tartaruga, rinoceronte e gufo si diressero alla fermata del bus numero 5, compostamente presero posto a sedere e arrivarono direttamente a casa dell’anziano guardiano dello Zoo.
E questa volta, quasi come ogni giorno, l’elefante preparò la scacchiera aspettando che Amos pensasse con calma ad ogni mossa, la tartaruga rinunciò alla sua corsa e rimase vicino a lui (lei nascosta dentro al carapace, lui sotto le coperte) troppo stanco per correre, Il pinguino gli scaldò i piedi, il rinoceronte ad ogni starnuto gli passò il fazzoletto. Stare in compagnia dei suoi amici lo aveva decisamente aiutato, e tutti insieme si prepararono una bella tazza di te caldo versato dal gufo e servito prontamente dalla tartaruga. Almos si sentiva già decisamente meglio! Come tutte le sere caricò la sveglia per andare al lavoro, diede la buona notte a tutti e lesse ad alta voce un racconto prima di spegnere la luce.
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