Pensieri fuori dal coro: piadina “romagnola”

Piadina romagnola2a

Avevamo preso i biglietti per la superbike. Eravamo carichi e fiduciosi. Non ci avrebbe fermato niente e nessuno, nemmeno il mal tempo, ma non avevamo considerato che solitamente, ogni volta che programmiamo per tempo qualcosa di interessante da fare insieme, la sorte si accanisce contro di noi. Giovedì sera, complice il cambiamento climatico, ho iniziato ad avere quei classici sintomi fisici che non fanno presagire nulla di buono. Sabato notte non ho dormito, sono rimasta desta in compagnia di un simpatico raffreddore nel suo apice splendore, di quelli che avresti preferito l’influenza o la febbre. Naso rosso come un pomodoro e ossa doloranti, due borse grigiastre sotto gli occhi e una terribile infiammazione dei bronchi. Respirare è un’utopia. Dire che oggi mi sento un vero rottame è dire poco. La nostra gita a Imola per le gare di moto è così andata in fumo miseramente e con lei anche i soldi spesi inutilmente per i biglietti. Mi sento terribilmente in colpa. La gara l’abbiamo vista al solito seduti sul divano. O meglio la dolce metà seduto, io avvolta come un salame nel panno, circondata da cuscini e una quantità imbarazzante di fazzoletti di carta, aspirine e antidolorifici. In questo disastroso week end, per farmi perdonare, ho preparato almeno qualcosa da stuzzicare davanti alla TV che ci ha fatto per un momento dimenticare il freddo di questi giorni: la piadina romagnola.

Tipico cibo da strada, la piadina romagnola nel 2014 ha finalmente ottenuto dalla direzione generale Agricoltura della Commissione Europea la registrazione come IGP, Indicazione geografica protetta. Per essere tale, la ricetta classica deve prevedere la presenza di 4 ingredienti principali: farina di grano tenero, acqua, sale, strutto (o altri grassi come l’olio d’oliva) e volendo l’aggiunto di un pizzico di bicarbonato di sodio. Non sono ammessi in nessun modo aromi e altri conservanti e additivi. La farina invece può tranquillamente essere sostituita con altri tipi integrale, di segale, ai cereali, o magari per chi è intollerante senza glutine.  In casa mia la piadina è sempre stato uno di qui cibi che preparavamo spesso. Mia madre addirittura la usava anche come base per cucinare una “finta” pizza dato che la sottoscritta voleva mangiare sempre e solo quella!

Le piadine migliori naturalmente erano quelle mangiate nella Riviera romagnola. Sopratutto da bambina l’estate si trascorreva per lo più a Gabicce Mare, Cattolica o Punta Marina. Qui in particolare, ricordo che lungo la strada che costeggiava la pineta, si potevano trovare una moltitudine di chioschi e negozi di pasta fresca e prodotti da forno che producevano a tutte le ore del giorno tortelloni, bomboloni alla crema, piadine e cassoni artigianali. Quella che vi propongo è dunque la versione della piadina che nel tempo ho collaudato nel tentativo di provare a replicare quella squisita e ben farcita che da piccola consumavo al mare con amici e famigliari. Poca fatica e ottimi risultati, a noi piace molto e farla è davvero semplice. Provare per credere!

Piadina “romagnola” di casa mia!

piada 3a

Per circa 6 piadine di modeste dimensioni
25o g di farina di tipo 1 di grani antichi
55 gr di latte tiepido intero
55 gr di  acqua tiepida
3o gr di strutto
sale q.b.
un pizzico di bicarbonato o di baking per torte salate

Per la farcia
verdura, affettati e formaggi a piacere (in questo caso ho utilizzato prosciutto cotto / mortadella ed emmental… tanto per cambiare)

Lascia lo strutto a temperatura ambiente per circa 30 minuti (d’estate anche meno!). In una ciotola versa la farina precedentemente setacciata, il sale e il pizzico di bicarbonato di sodio. Fai la fontana. Al centro disponi lo strutto e versaci sopra latte e acqua tiepidi stemperando con una forchetta per sciogliere la materia grassa. Amalgama tutto poi continua ad impastare con le mani. Trasferisci il composto sul tavolo da lavoro e continua a lavorare l’impasto fino a quando sarà diventato liscio ed elastico. Deve rimanere morbido ma non appiccicoso. La pasta deve essere elastica e sostenuta. Metti l’impasto in una busta di plastica per alimenti chiudila bene e lasciala riposare per almeno 1 ora.

Trascorso tale tempo riprendi l’impasto e dividilo formando sei palline. Poni sul fuoco una padella antiaderente con il fondo spesso. Mentre attendi che si scaldi bene, sul piano da lavoro stendi ogni pallina di impasto in una sfoglia sottile di 3/4 mm aiutandoti con il mattarello. Coppale con un disco per conferirgli una forma circolare regolare, oppure con un taglia pasta dentato rifila i bordi. Mano a mano che sono pronte cuoci le piadine, una per volta, nella padella ben calda. Basteranno pochi minuti per lato: gira la piadina quando sulla superficie, del lato non a contatto con il fondo della padella, si formeranno delle bolle.

piadina in cottura

Una volta cotta da entrambe le parti, farcisci la piadina a piacere, con salumi formaggio o verdura ad esempio, e servi ben calda. Sulla superficie della piadina come si vede dalle foto si devono formare le classiche bollicine dorate e più scure.

piadina 5a

Se nella farcitura, come nel mio caso, utilizzi del formaggio a pasta dura o semidura e vuoi che si fonda un poco procedi così: scalda a fuoco medio un lato della piadina, poi appena è pronta, girala. Abbassa la fiamma e disponi sulla superficie appena cotta delle fettine sottilissime di formaggio. Concludi la cottura coprendo con il coperchio fino a quando non si sarà cotto anche il secondo lato e il formaggio si sarà ammorbidito.

piadina 2

Togli dal fuoco, aggiungi gli altri ingredienti e ripiega a mezzaluna. Se preferisci per mangiarla più comodamente tagliala in due.

NB: Questo impasto si può utilizzare per preparare i cassoni o crescioni romagnoli. Si procede in modo simile: si stende un disco di impasto realizzando una sfoglia di 2/3 mm, sottile il più possibile. Eventualmente per avere una forma circolare più regolare si rifilano i bordi. Si farcisce metà della superficie con polpa di pomodoro a pezzetti, mozzarella, origano e un pizzico di sale, oppure stracchino e rucola, o ancora con verdure, affettato e formaggio a piacere. Si richiude la piadina a mezzaluna sigillando benissimo i bordi e incidendoli con i rebbi di una forchetta. Si fa cuocere, come per la piadina, su ogni lato a fuoco basso in una padella antiaderente dal fondo spesso ben calda.

piadina a7

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8 pensieri su “Pensieri fuori dal coro: piadina “romagnola”

  1. infuso di riso ha detto:

    ciao mile mi spiace per la giornata non andata come si deve..come stai ora?
    cmq la piadina è davvero un cult della nostra cucina:)
    come te la adoro con pomodoro e mozzarella..semplicemente:)
    buona giornata
    daniela

    Mi piace

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