Pensieri fuori dal coro: tarte diplomatica alla menta con gelee di pesche e amarene sciroppate

In questo periodo riesco solo a pensare a tutte le cose che ancora dobbiamo pagare. Ultimante il conto in banca piange, gli imprevisti si accumulano e le brutte sorprese sono all’ordine del giorno. Se un tempo trovavo piacevole e interessante fare la spesa, ora sono terrorizzata dall’idea di vedere altri soldi andarsene così in un baleno. No, decisamente io e la dolce metà non siamo per nulla bravi a risparmiare ed amministrare le finanze famigliari. Di solito sono sempre stata io quella addetta ai pagamenti di bollette e altro. Ma da qualche mese la questione è fonte di grande stress e ansia, anche se la maggior parte delle utenze arrivano direttamente sul conto corrente. Ma forse, visto che quello è sempre in rosso, è proprio questo che mi preoccupa. Non faccio in tempo a sistemare una cosa che ne arrivano subito altre. Sembra non esserci una fine. E ormai per riuscire a pagare almeno l’indispensabile, non abbiamo più una vita sociale. Ho rinunciato anche a quelle spese extra che allietavano una volta al mese le mie giornate. Niente più shopping, niente più cinema, niente di niente. E mi prende una noia mortale, un malessere e un’insofferenza che non riesco più a tollerare. Se penso ai progetti che avevo, no non erano questi. Se penso ai miei desideri, alle aspettative e alle ambizioni per il futuro, no, avevo davvero altri piani in mente. E c’è poco da fare. O meglio di cose ce ne sarebbero molto. Bisognerebbe rimboccarsi le maniche ripartire da zero, pianificare e aggiustare il tiro. Da sola però non sono in grado e la dolce metà, non gliene faccio una colpa, quando si tratta di affrontare certi problemi, sfugge, si ritira nel suo guscio e come gli struzzi affonda la testa sotto terra per non vedere. Della serie io se c’ero dormivo. La situazione è davvero pesante e anche io non so dire perché, invece di cambiare quello che non va resto ferma a pensare. Penso, penso, penso, diamine ma perché invece non agisco?

A volte, può sembrare banale dirlo, è sufficiente modificare, anche solo di poco, un’abitudine o una modalità di comportamento per ottenere grandi risultati. All’improvviso lo schema che ci intrappola si rompe per incanto e liberi finalmente possiamo ripartire per un nuovo percorso. Anche un sorriso, un modo diverso di porci, di comunicare, di osservare situazioni e persone sono la chiave di svolta per migliorare quello che non va.

Intanto riparto dalle cose semplici, che forse è meglio. Messi da parte problemi e pensieri negativi, metto ordine in casa per cominciare. E mentre sistemo mi accorgo che ho ancora in dispensa le pesche sciroppate di mia nonna, e nel frigo le amarene.  E visto che questo mese cucinerei solo dolci dato che ci sono accontento pure la dolce metà. Dopo il trifle e il biscotto ghiacciato ci ha preso gusto e anche questo fine settimana mi ha chiesto qualche altro dolcetto a base di frutta. Ho preso la palla al balzo e trasportata dalla voglia di estate, di sole, di svago… che in questo periodo dell’anno con l’avvicinarsi del Natale mi mancano più che mai, ho preparato una tarte con crema diplomatica alla menta con una gelatina di pesche e amarene sciroppate. Un dolce fresco e goloso che mi ha fatto ripensare alle giornate di sole quando si preparavano le conserve e le marmellate per l’inverno, alle pesche raccolte dal contadino insieme a mio nonno, alla merenda consumata su un tavolo in giardino dopo aver corso a perdifiato tra prati e boschi, ai paesaggi marini romagnoli con il loro azzurro e quel verde intenso che ti accoglie in una atmosfera festosa un po’ rustica e campagnola…. E mentre volavo con la mente è volata anche la macchina fotografica finendo direttamente dentro lo sciroppo di zucchero rovente per glassare la torta. Lo sciroppo l’ho dovuto rifare, la macchina fotografica ovviamente è morta. Pace all’anima sua… tanto per restare in tema dovrò prima poi acquistarne una nuova. O forse, speriamo, ci penserà Babbo Natale!

TARTE DIPLOMATICA ALLA MENTA CON GELEE DI PESCHE E AMARENE SCIROPPATE
(alcuni componenti della torta sono liberamente tratti da una ricetta di Jeffrey Cagnes)

Per la patè a sucre – stampo 17,5 cm
50 gr di burro morbido di ottima qualità

25 gr di zucchero a velo vanigliato
semi di 1/2 bacca di vaniglia
100 gr di farina
20 gr di uovo
1 pizzico di sale
12 gr di mandorle in polvere

per la gelee di pesche sciroppate – stampo 16,5 cm circa
200 gr di pesche sciroppate frullate (meglio se fatte in casa)
1 cucchiaio dello sciroppo delle pesche
5 o 6 amarene o ciliegie sotto spirito
1 foglio di gelatina alimentare da 4 gr
20 gr di miele mille fiori

per la crema diplomatica alla menta
mezzo foglio di gelatina alimentare 2 gr
6/8 foglioline di menta fresca
20 gr di tuorli
125 gr di latte intero
25 gr di zucchero semolato
1 bacca di vaniglia
12 gr di farina 00
10 gr di burro
100 gr di panna liquida e un cucchiaio di zucchero vanigliato

per la glassa neutra alla vaniglia
5 gr di gelatina alimentare
la polpa di una bacca di vaniglia
75 gr di acqua minerale
25 gr di sciroppo di glucosio
un goccio di limone
100 gr di zucchero a velo vanigliato

In una ciotola sabbia la farina, lo zucchero, il sale, la polpa di vaniglia e le mandorle polverizzate. Lavora con i polpastrelli il composto molto velocemente finché non avrà una consistenza sabbiosa. A questo punto unisci l’uovo. Impasta il meno possibile quel tanto necessario affinché stia tutto insieme. Appiattisci l’impasto tra due fogli di carta forno e trasferisci in frigo per almeno 3 ore.

Nel frattempo prepara la gelee di pesche.
Metti in ammollo nell’acqua ghiacciata i fogli di gelatina. Frulla le pesche sciroppate con i semi di vaniglia e ponile in un pentolino con il miele e un goccio di limone. Porta a bollore. Allontana dal fuoco e unisci la gelatina ben strizzata. Mescola bene. In uno stampo circolare di 16 cm con fondo amovibile, precedentemente rivestito con pellicola trasparente, sistema sul fondo le amarene tagliate a metà. Ricopri tutto con la purea di frutta. Livella bene. Copri con la pellicola e trasferisci in freezer per almeno 3 ore fino a congelamento

Prepara la crema diplomatica alla menta
In un pentolino porta a bollore il latte. Toglilo dal fuoco, profumalo con 6/8 foglioline di menta e lascia in infusione 1 ora. Nel frattempo in una ciotola sbatti il tuorlo con lo zucchero, la vaniglia e la farina. Appena il latte è pronto emulsionalo con il frullatore ad immersione poi passalo al colino e versalo di nuovo nel pentolino. Rimettilo sul fuoco e appena sarà caldo versalo a filo sul composto di tuorli. Con la frusta a mano mescola subito per amalgamare tutto. Trasferisci il composto nel tegame e cuoci a fuoco lento sempre mescolando fino a quando non si sarà addensato. Togli dal fuoco. Unisci la gelatina ben strizzata. Mescola e unisci il burro. Fai raffreddare a temperatura ambiente. Intanto semi monta la panna con 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato. Quando la crema sarà fredda unisci la panna poco per volta. Trasferisci in una sac a poche con beccuccio a stella e conserva in frigo.

Per la glassa neutra alla vaniglia: ammolla in acqua fredda la gelatina. In un pentolino versa tutti gli ingredienti e porta a bollore. Togli dal fuoco e unisci la gelatina. Lascia che si intiepidisca.

Assemblaggio: Posiziona il guscio di frolla su un piatto. Spennella il fondo con lo sciroppo delle pesche sciroppate tenuto da parte. Ricopri il guscio di frolla con la crema diplomatica. Metti in frigo.
Prendi dal freezer la gelee di pesche e amarene. sul piano di lavoro posiziona un piatto o una grande teglia. sistemaci sopra una gratella. Delicatamente facendo attenzione a non romperla aiutandoti con la pellicola trasparente trasferisci l’inserto ghiacciato di pesche sulla gratella e colaci sopra un velo di glassa. Se la glassa si è rappresa basta scaldare leggermente per farla tornare fluida (raccogli la glassa  colata nel piatto e conservarla per altre preparazioni. Posiziona la gelee al centro della torta facendo attenzione perchè ora è molto fragile. Decora i bordi della crostata con ciuffi di crema diplomatica e foglioline di menta. Trasferisci in frigo per almeno 3 ore prima di servire.

Ovviamente io le foto le ho fatte con il telefono prima di metterla in frigo per cui la superficie per via della glassa appena colata è molto lucida. Trascorse 2 ore la dolce metà ha richiesto a gran voce la sua tanto attesa fetta di torta.. quindi eccola qui.

La versione originale rispetto alla mia interpretazione è totalmente diversa anche se gli elementi sono quasi gli stessi. La bellissima tarte di Jeffrey Cagnes prevede: pesche fresche a pasta bianca. Al posto delle amarene altre fettine di pesca passate in padella con lo zucchero e la vaniglia. La crema diplomatica è profumata con foglie di verbena e non di menta (che secondo me è sostituibile anche con il basilico… che con le pesche si sposa bene!).L’inserto di gelee è più alto, definito e compatto del mio. Io ho preferito optare per un composto più morbido anche se sostenuto, anche perchè le pesche sciroppate hanno una consistenza differente da quelle fresche e ovviamente diverso è anche il risultato finale dell’inserto dopo averle lavorate.

Se volete farla più grande le dimensioni originali sono 22 cm per la tarte e 18 cm per lo stampo della gelee. La glassa neutra rimasta si può conservare in frigo e utilizzare come topping ad esempio su una crostata alla frutta o un semifreddo per lucidarlo.

Scusate per le foto, se non erano belle prima, figuriamoci ora con il telefonino!

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