Pensieri fuori dal coro: panna cotta bicolore con granella di frolla al miele e lamponi

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Di recente mi è capitato di vedere un film che mi ha davvero colpito. Another Earth diretto nel 2011 da Mike Cahill, racconta la storia della studentessa Rhoda Williams dal momento in cui, alla guida della sua auto, viene distratta da una notizia trasmessa alla radio che annuncia la scoperta di un pianeta del tutto simile alla terra, ora visibile ad occhio nudo come un puntino blu vicino alla stella Polare. Per guardarlo, Rhoda si affaccia dal finestrino dell’auto finendo così per scontrarsi con quella del compositore John Burroughs in viaggio con la sua famiglia. Nell’incidente l’uomo rimane in coma mentre la moglie incinta e il figlio muoiono sul colpo. Da quel momento la vita della ragazza cambia per sempre. Dopo quattro anni di carcere, Rhoda deve convivere con un senso di colpa più grande di lei, che fatica a gestire. Depressa e tormentata, seppur dotata di grande intelligenza e capacità, non crede di poter meritare una seconda possibilità per riscattarsi e sceglie così di lavorare come bidella in una scuola, evitando il più possibile ogni contatto con gli altri. Si isola, e inizia a seguire con grande interesse le incredibili scoperte scientifiche sul misterioso pianeta, un mondo del tutto uguale alla terra in cui si ipotizza possano vivere altre persone identiche a noi. Ma come sarà la loro esistenza? Cosa potrebbe accadere se un giorno riuscissimo ad incontrare noi stessi? Su quel pianeta specchio della terra forse esiste l’opportunità per una nuova esistenza? Tra mille interrogativi destinati a restare senza una risposta, un giorno Rhoda scopre che Burroughs è finalmente uscito dal coma. Lo segue fino a casa poi, bussa alla sua porta con l’intento di scusarsi per ciò che ha commesso ma, non riuscendoci, per giustificare la visita, si finge un’operaia di un’agenzia di pulizie e propone all’uomo un periodo di prova gratuito per ripulirgli la casa. Chiuso nel suo dolore e abbandonato a se stesso,  l’uomo, che non conosce l’identità della persona che ha distrutto la sua famiglia, inizialmente non sembra essere per nulla entusiasta della presenza di un’estranea in casa sua, ma alla fine accetta e chiede alla ragazza di tornare. Rhoda comincia così a recarsi ogni settimana da John per occuparsi con grande impegno delle faccende domestiche. Pian piano, giorno dopo giorno, mentre la casa diventa sempre più pulita ed accogliente, tra i due inizia a costruirsi un contatto, un legame speciale destinato a trasformarsi in qualcosa di più intimo e passionale. Un giorno, durante una delle loro conversazioni, Rhoda confessa a John il suo desiderio di poter raggiungere un giorno “Terra 2”. Gli racconta di aver scritto un tema per partecipare al concorso indetto da un’agenzia spaziale privata, in cui il vincitore, dopo un periodo di addestramento, partirà per raggiungere lo strano pianeta. Un concorso che Rhoda alla fine vince e che la porterà a prendere una difficile decisione: raccontare a John tutta la verità di quell’infausta notte e donare ai lui la possibilità di cambiare il proprio destino. Seppur sofferta quella decisione permetterà alla fine anche a Rhoda di trovarsi faccia a faccia con se stessa e di conoscere, forse, alcune delle tante risposte che avrebbe voluto.

Il finale aperto lascia lo spettatore libero di trarre le sue conclusioni e credo proprio che sia questa la forza del film. Nessuna creatura mostruosa o bizzarra, nessun alieno o mondo fantastico ipertecnologico e futuristico, non c’è niente di tutto ciò se non l’idea che la vita sulla terra possa essere la stessa sul quel pianeta misteriosamente comparso dal nulla. I corpuscoli di polvere che si alzano nell’aria mentre lei è intenta a piegare gli abiti di lui, il racconto del cosmonauta russo in viaggio verso un altro pianeta, l’uomo anziano che non riuscendo a perdonarsi preferisce togliersi la vista e l’udito con l’acido muriatico, la composizione di John realizzata con un insolito strumento, una sega, … piccoli gesti, dettagli, la quotidianità e un senso di inquietudine che ti invade e permane anche quando il film è ormai concluso.

Tutto è reale, autentico e mentre si segue lo scorrere degli eventi diventa inevitabile non pensare a come sarebbe andata la nostra vita se avessimo compiuto scelte diverse o al contrario se non ci fossero capitate determinate situazioni. In fondo anche quando preferiamo rimanere fermi aspettando che gli eventi facciano il loro corso, lasciando che il caso o il destino decidano per noi, ecco, anche in quell’occasione, abbiamo comunque compiuto una scelta. Perchè siamo solo noi a volte, i peggiori nemici di noi stessi. Una possibilità di riscatto, un modo per ricominciare, piccolo o grande che sia da qualche parte c’è sempre, ma non sempre si ha la forza di vederla, coglierla accettare di venire a patti prima di tutto con noi stessi, imparare a perdonare e perdonarci. Come direbbe la dolce metà “bisognerebbe provare qualche volta a volersi bene a lasciare andare”….La vita è difficile e bellissima al tempo stesso, ma a volte non ce ne accorgiamo e finiamo per sprecare ed esaurire il tempo a nostra disposizione. Ogni giorno ci troviamo di fronte a scelte da compiere che in un modo o nell’altro influenzeranno il corso della nostra esistenza e quella degli altri. Ma la vita è così imprevedibile e per questo grande e sensazionale al tempo stesso. La sfida più ardua rimane quella di correre il rischio di viverla, fino in fondo anche quando pur avendo compiuto le giuste mosse, qualcosa per puro caso, o per uno scherzo crudele del destino, alla fine va storto facendoci precipitare nel baratro. La vita ti mette alla prova e ogni sfida è l’inizio di un nuovo percorso, un nuovo capitolo da scrivere…

Vi lascio in compagnia di questa panna cotta bicolore nella speranza possa addolcire e allietare pensieri e tormenti rallegrando un poco la vostra giornata

PANNA COTTA BICOLORE CON GRANELLA DI FROLLA AL MIELE E LAMPONI

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Per la panna cotta alla nutella (da una ricetta di Nigella Lawson)
125 gr di latte intero
125 gr di panna liquida
125 gr di nutella (o altra crema simile alle nocciole)
5 gr di gelatina in fogli

Per la panna cotta bianca miele e vaniglia
200 gr di panna liquida

35 gr di latte intero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia biologico in polvere
4 grammi di gelatina in fogli
40 gr di miele millefiori

Per la granella di frolla al miele
60 gr di burro

110 gr di farina 00
30 gr di farina di riso
1 tuorlo

40 gr di miele millefiori
un cucchiaino di estratto di vaniglia biologico in polvere
mezzo cucchiaino di lievito vanigliato per dolci
mezzo cucchiaino di succo di limone
lamponi freschi

Prepara la panna cotta alla nutella: Metti in ammollo la gelatina in una ciotola colma di acqua fredda. Versa in un pentolino panna e latte. Scaldale a fuoco lento e appena iniziano a scaldarsi unisci la nutella. Mescola con cura per stemperarla bene e appena il composto inizierà a bollire toglilo dal fuoco. Preleva un quarto di crema trasferendola in una ciotola e incorpora la gelatina ben strizzata, mescolando con un cucchiaio o una spatola. Uniscila nuovamente ai 3/4 di crema lasciata da parte. Mescola nuovamente il tutto. Versa la crema ottenuta in 4 stampini monoporzione per maffins riempendoli fino a 3/4 dal bordo (meglio usare stampini in silicone o usa e getta così sarà più facile sfornare la panna cotta una volta rassodata). Lascia raffreddare a temperatura ambiente poi trasferisci i dessert in frigo per almeno 6 ore. Infine, quando saranno ormai sodi, passali in freezer per 15/20 minuti.

Mentre riposano in freezer prepara la panna cotta bianca: in una ciotola colma di acqua fredda ammolla la gelatina. In un pentolino porta a bollore la panna, il latte e la vaniglia. Appena inizia a bollire toglilo dal fuoco e unisci il miele. Stemperalo con cura finchè non si sarà amalgamato, poi unisci anche la gelatina ben strizzata. Mescola nuovamente il tutto. Lascia raffreddare a temperatura ambiente. Preleva dal freezer i dessert e versa la panna cotta alla vaniglia e miele sopra a quella di nutella, riempendo ogni stampino fino all’orlo. Riponi di nuovo in frigo per altre 3 ore finché non si sarà rassodato anche questo secondo strato.

Prepara la granella di frolla: unisci le due farine passandole al setaccio. Impasta il burro tagliato a dadini con il miele, poi continuando ad impastare unisci anche le farine, poi il tuorlo e mezzo cucchiaino di lievito vanigliato per dolci. Profuma con la vaniglia. Impasta tutto  quel tanto che basta affinché l’impasto rimanga insieme e si presenti liscio. La frolla risulterà abbastanza morbida e uniforme. Versala in una teglia rivestita con carta forno. stendila grossolanamente, in modo irregolare, spingendo la superficie della frolla con i polpastrelli delle dita per appiattirla e formando così delle fossette irregolari. Lasciala riposare in frigo 15 minuti poi cuocila in formo per 15 minuti a 180 gradi. Controlla sempre la cottura. La frolla deve dorarsi e scurirsi leggermente di più nei punti maggiormente sporgenti. Lasciala raffreddare completamente poi sbriciolala grossolanamente ricavando delle briciole più grandi e altre più piccole e fini.

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Preleva la panna cotta dal frigo. Prima di sformarla trasferiscila per 10 minuti in freezer poi passa la lama di un coltello lungo i bordi di ogni stampo e ribaltalo al centro di una ciotolina o di un piccolo piatto.  Disponi la granella di frolla tutt’intorno alla panna cotta cercando di nascondere lo strato al miele e vaniglia. L’idea è quella di ottenere una sorta di effetto sorpresa mentre i commensali si accingono all’assaggio.

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Guarnisci la granella con i lamponi tagliati a pezzetti e irrorati con qualche goccia di limone. Se vuoi spolvera la granella con lo zucchero a velo e poni un lampone intero al centro di ogni panna cotta. Servi ben freddo e buon appetito!

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NB: la panna cotta oltre ad avere due gusti diversi presenta anche due differenti consistenze. Lo strato al miele e vaniglia rimane più compatto, quello alla nutella invece risulta più cremoso ed è per questo che ho preferito non utilizzarlo come base del dolce. Nessuno ci vieta di prepararne una sola con un unico gusto. In tutti casi possiamo  decidere di presentarla così oppure in purezza senza lamponi e granella. Personalmente la preferisco sempre con l’aggiunta di un elemento croccante. Volendo la frolla può essere sostituita con uno streusel, ad esempio se ne potrebbe preparare uno con le nocciole. Era questa infatti l’idea di partenza, ma poi  ho evitato per due motivi: avevo paura che alla fine non si sentisse abbastanza il gusto delicato della panna cotta bianca e inoltre avevo mia madre a pranzo quando l’ho servita. La poverina, con suo sommo dispiacere, ha scoperto recentemente di essere intollerante alla frutta secca… ancora non sappiamo di preciso quale, per cui ho preferito evitare, visti i precedenti. E ammetto che non è stato facile perchè quando si tratta di dolci ho la tendenza ad utilizzare quasi sempre mandorle, nocciole e simili!  Provatela mi raccomando, magari gustandovela davanti ad un bel film, come  Another Earth.

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