Calendario del cibo italiano: Malloreddus alla salsiccia

malloreddus c Qualche tempo fa, non avendoli mai preparati, mi ero cimentata con i Malloreddus fatti in casa conditi con piselli e pomodorini. Come vi avevo già raccontato in quell’occasione, i Malloreddus, piccoli gnocchetti sardi a base di zafferano e semola rimacinata, fanno parte della famiglia delle paste fresche “trascinate” così denominate per il gesto che si compie nel momento in cui si confezionano, trascinando sulla spianatoia un pezzetto di pasta per formare l’incavatura interna caratteristica, ideale per raccogliere il sugo. Particolare è l’etimologia del loro nome: il termine Malloreddus, diminutivo di malloru dal dialetto sardo “toro”significa “vitellini” e farebbe riferimento al formato panciuto di questa pasta, che un tempo ricordava quella di un piccolo vitello, che le massaie usavano incavare e rigare con un attrezzo di giunco (Cucina regionale. 630 piatti della tradizione, Ed. Slow Food 2010).

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Oggi in occasione della giornata Nazionale dei Malloreddus, promossa dal Calendario del cibo italiano, li ho rifatti.
Questa volta però li ho conditi con il classico sugo di salsiccia come vuole la tradizione sarda e per l’impasto, a differenza di quelli pubblicati tempo fa, ho usato solo la semola di grano duro rimacinata e lo zafferano, senza farina 0, perchè da quanto ne s’ho io è così che andrebbero preparati.
Per le dosi dell’impasto mi sono affidata alla ricetta della Patty, del meraviglioso blog “Andate con gusto“, che a suo tempo in un viaggio in Sardegna ha potuto assaggiare e scoprire con mano i piatti tipici locali.
Per la caratteristica rigatura dei Malloreddus si può utilizzare un semplice riga gnocchi o, come ho fatto io, una superficie piana con piccole scanalature.

MALLOREDDUS ALLA SALSICCIA

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Malloreddus
(per due persone, circa 100 gr a testa)
200 gr di farina di semola di grano duro rimacinata
125 gr di acqua 
qualche pistillo di zafferano

Sugo di salsiccia
2 salsicce di suino italiano di medie dimensioni (circa 140 gr)
circa 350 gr di pomodori freschi maturi tipo San Marzano
1 spicchio piccolo di aglio pulito, 1 foglia di alloro e 1 di basilico,
1 piccola cipolla,
olio d’oliva,
pecorino grattugiato
sale q.b.

Per i malloreddus
In un recipiente metti in infusione i pistilli di zafferano e l’acqua per una trentina di minuti. A parte in un’altra ciotola versa la farina e fai la fontana. Unisci poco per volta l’acqua filtrata e Comincia ad impastare incorporando piano piano la farina. Lavora la pasta con il palmo delle mani energicamente poi trasferiscila sul tagliere e continua a lavorarla finché non sarà soda e liscia.
Prelevane un pezzetto, coprendo con un canovaccio pulito l’impasto rimasto. Adagia il pezzo di pasta e tiralo, lavorandolo con la punta delle dita, formando un lungo cordoncino sottile. Tenendo il coltello leggermente di sbieco, taglia il cordoncino in pezzi da 2 cm circa.
Strofina sui palmi delle mani ogni pezzetto di pasta allungandolo leggermente e modellandolo. Procedi così ottenendo quindi dei cilindretti di pasta. Passa ogni cilindretto di pasta sul riga gnocchi, o su una superficie piana con scanalatura, esercitando una leggera pressione al centro così da formare un avvallamento. Per aiutarti puoi trascinarlo sulla superficie utilizzando un coltello dalla parte senza dentatura. Appoggia il coltello al centro del cilindretto spingi, facendolo scivolare verso l’esterno sulla pasta.

Per il sugo
Metti in un tegame la cipolla e lo spicchio di aglio tritati e soffriggi in olio d’oliva, unisci la salsiccia tagliata a tocchetti e falla dorare, quindi aggiungi i pomodori tagliati finemente, un pizzico di sale, l’alloro e il basilico. Lascia cuocere a fuoco lento e quando sarà pronto elimina la foglia di alloro.

A parte, cuoci i malloreddus in una pentola di acqua salata in ebollizione. Condiscili con il sugo di salsiccia. Servi nei piatti spolverando con il pecorino e guarnendo con una fogliolina di basilico fresco. Buon appetito!

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NOTE: Tralasciando il fatto che le mie foto come sempre fanno pena (alle 7.30 di sera non si può fotografare!), sul sito del Calendario troverete foto molto più belle oltre che informazioni e ricette per preparare i Malloreddus in altre versioni della tradizione. Un grazie infinito a Patty che nel suo blog condivide splendide ricette e pensieri che fanno sempre sorridere e riflettere.

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22 pensieri su “Calendario del cibo italiano: Malloreddus alla salsiccia

    • Mile81 ha detto:

      Grazie Giovanna! Sono ottimi hai ragione. Con il sugo di salsiccia e il pecorino non li avevo mai fatti. Deliziosi! Che brava, il pranzo della domenica un po’ mi manca. Noi non abbiamo orari visto che in pratica è l’unico giorno in cui siamo a casa, a parte qualche sabato, e finiamo sempre per cenare solamente. Saranno bellissimi i tuoi malloreddus. Tu li tiri con il riga gnocchi?

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      • giovanna ha detto:

        Sai a casa mia si usavano fare gli gnocchi di patate conditi cosi, e questi a parte la consistenza sono simili nella forma, inoltre ho un libriccino di cucina sarda souvenir di una vacanza sarda e sono conditi proprio in questo modo.
        Per prepararli ho una piccola tavoletta oppure una specie si cestino comprato in Calabria che serve per gli gnocchetti calabresi che sono simili .

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      • Mile81 ha detto:

        Bellissimo! É bello riprendere tradizioni diverse. Ci sono ricette che magari non si conoscevano che meritano di essere riscoperte. I gnocchetti calabresi non li ho mai fatti ne mangiati. Chissà che bontà!!! Mi raccomando giovanna fotografa tutto che poi quando la posterai verró a curiosare!!! Io ho usato un coperchio di plastica con le scanalature. Non é il massimo ma sono riuscita a trascinarli abbastanza bene! Mi piacerebbe provare i ravioli dalla forma a spiga, mi pare si chiamino culurgiones. Li hai mai fatti? Notte notte giovanna, sogni d’oro.💤🌟

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      • giovanna ha detto:

        Ciao, sai che mi chiedevo che aggeggio fosse.
        Anche su i rebbi di una foechetta si possono passare per le rigature a casa mia si facevano cosi, ma ti sei arrangiata benissimo, sono venuti molto belli.
        Sai ho abitato per anni in Calabria e devo al buon cuore dei calabresi se ho imparato tante ricette tipiche, allora ero giovanissima e timidissima e per farmi sentire ben accolta i vicini mi portavano spesso un piattino con quello che preparavano oppure i prodotti del loro orto o le conserve di maiale.Gli gnocchetti, me li ha portati una volta una giovane signora della porta accanto, dicendomi come dovevo cucinarli.
        li preparerò qualche volta mostrando il cestino che in seguito ho comprato.
        La chiusura a spiga dei culirgiones non ho ancora imparato a farla, anche qui da noi qualcuno chiude una specie di ravioli cosi, imparerò prima o poi .Quando li preparo li chiudo semplicemente a mezzaluna, però utilizzo il ripieno di patate e pecorino, ricetta datami da una signora sarda che non sapeva chiuderli a spiga nemmeno lei.

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    • Mile81 ha detto:

      Paola che carina! Ammetto che questa è la seconda volta che li faccio ma per la pasta fatta in casa ho un debole un po’ come per i dolci. Dovrei comprare il riga gnocchi ma non avendolo mi sono arrangiata in altro modo! Sei troppo gentile. Non sono difficili da fare, anzi più semplici di tortelli e ravioli. Un bacione e buon proseguimento di giornata! Oggi è il mio ultimo giorno di libertà e son qui che assemblo una torta! Bacio

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